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La legge sulle sagre slitta a nuovo anno, la rabbia di Confcommercio

La legge sulle sagre slitta a nuovo anno, la rabbia di Confcommercio

La norma, al centro di un travagliato dibattito in Regione, prevede una serie di riconoscimenti per gli eventi più virtuosi che dimostrano di valorizzare il territorio

di Redazione

“Sulla questione della nuova legge sulle sagre, che non riuscirà ad andare in porto nemmeno nel 2014, la politica umbra ha mancato l’occasione per dimostrare di essere all’altezza delle necessità e delle aspettative di imprese e cittadini”. E’ il duro commento di Confcommercio Perugia e Fipe, la Federazione dei pubblici esercizi, espresso a seguito dello slittamento della discussione sul provvedimento in materia di feste popolari, che si sarebbe dovuta tenere lunedì 22 dicembre alla Regione Umbria.

A bloccare la discussione in seconda Commissione sul disegno di legge, la mancanza del numero legale. Impedendo di fatto l’entrata in vigore della legge entro la fine dell’anno, come invece era stato assicurato da esponenti della maggioranza.

“Quella sulle sagre – sottolineano Confcommercio e Fipe – è una legge tribolata, con un iter lunghissimo sul quale, dopo anni di confronto, sembravano convergere sia maggioranza che opposizione. Un testo che ha il grande merito di aver acceso finalmente i riflettori sul tema della qualità delle manifestazioni di questo tipo”.

Ma vediamo cosa c’è dentro la legge sulle sagre. Molte le novità introdotte dal Ddl “Disciplina delle sagre, delle feste popolari e dell’esercizio dell’attività temporanea di somministrazione di alimenti e bevande” che, fanno sapere dall’ufficio stampa di Palazzo Donini, punta a recuperare lo spirito originario della sagra attraverso la garanzia della promozione dei veri prodotti enogastronomici locali. Nello specifico, la norma contiene una serie di riconoscimenti per gli eventi che si dimostrano più tipici e virtuosi. Come quello per le “Sagre autentiche e delle feste a carattere popolare”, che sarà conferito alle manifestazioni che puntano alla promozione del territorio. Il premio “Sagra eccellente dell’Umbria”, del quale ogni anno saranno insignite quelle più virtuose.

Altro riconoscimento di qualità sarà quello di “Sagra tipica dell’Umbria“, che potrà essere utilizzato esclusivamente dalle manifestazioni che somministrano menù composti per almeno il 40% da prodotti tradizionali Dop, Igp, Doc e Docg.

Le manifestazioni che rispetteranno i precisi parametri della legge, comunicano ancora da Palazzo Donini, entreranno in un calendario che sarà pubblicato nel sito della Regione Umbria. La legge stabilisce inoltre un limite massimo di 10 giorni per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande legato alle sagre e feste popolari, con la possibilità per gli eventi che attualmente hanno una durata maggiore di adeguarsi nei prossimi 3 anni. I Comuni, attraverso i loro regolamenti, disciplineranno le modalità di comunicazione dell’elenco dei fornitori delle materie prime, oltre a evitare la sovrapposizione di date e luoghi di svolgimento. Infine, novità anche sul fronte dei rifiuti, con l’obbligo della sostenibilità per le feste, che dovranno dotarsi di appositi contenitori per la raccolta differenziata.

Ma la discussione sul provvedimento è rimandata al 2015. “E’ inaccettabile – aggiungono ancora Confcommercio e Fipe – che la politica umbra non abbia voluto portare a compimento un lavoro così lungo e impegnativo, dando anche un forte segnale di attenzione alle imprese, che stanno vivendo una crisi durissima e che esigono rigore, coerenza, regole uguali per tutti. I ristoratori umbri – concludono – non sono contro le sagre, ritengono però che debbano essere meglio regolamentate, per evitare il proliferare di iniziative gastronomiche che, spesso non avendo nulla a che fare con la cultura e le tipicità del territorio, esercitano una forma di concorrenza sleale insostenibile”.

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