Napoletana STG: questa è la pizza più buona del mondo

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A Milano un evento dedicato alla regina del food Made in Italy e al suo matrimonio con l'olio extra vergine. Il disciplinare di produzione

di Redazione

Senza un bel getto di olio extra vergine, che Pizza Napoletana sarebbe? La maiuscola è d’obbligo, perché stiamo parlando di un “capolavoro alimentare” conosciuto in tutto il mondo che si fregia della STG (Specialità Tradizionale Garantita), ovvero il marchio europeo che garantisce specificità degli ingredienti e metodo di produzione degli alimenti. Così come, per indicazione del disciplinare, è obbligatorio condirla con il re degli oli d’oliva: “Con un’oliera a becco e con un movimento a spirale si distribuiscono sulla superficie, partendo dal centro, 4/5 grammi di olio extra vergine di oliva”, si legge.

Quello tra la pizza più famosa al mondo e l’extra vergine, insomma, è un gemellaggio indissolubile non solo per questioni di palato, ma anche per l’autenticità del Made in Italy (i ristoranti e le pizzerie italiane all’estero sono 72mila, per un giro d’affari di 27 miliardi di euro. In Italia, invece, il business è di 1,6 miliardi l'anno, con cinque milioni di pizze vendute al giorno). Così, il prossimo martedì 1 settembre, Confagricoltura proporrà tra i suoi eventi fuori Expo quello dedicato a “La pizza, capolavoro universale”, un’occasione per rinsaldare questo matrimonio di gusto all’insegna della tradizione tricolore.

La location è di quelle che fanno invidia al mondo: la Vigna di Leonardo, Casa degli Atellani, museo milanese che celebra il legame tra Da Vinci e la casata Sforza (Corso Magenta 65). Lì, dieci tra i migliori pizzaioli italiani e stranieri celebreranno qualità e sapore di una pietanza che nasce dal magico abbinamento di straordinari prodotti agricoli come grano, pomodoro, mozzarella, basilico e, appunto, olio extra vergine d’oliva.

L’extra vergine, ricorda l’associazione degli agricoltori, è prodotto ogni anno in più di 4.600.000 di quintali (approfondisci su mercato, prezzi e consumi). L’olivicoltura è diffusa in ogni regione ma l’oliveto d’Italia è soprattutto il Mezzogiorno (Puglia, Calabria, Sicilia e Campania). “Un prodotto del Made in Italy agroalimentare di alta qualità, che le aziende più strutturate esportano in tutto il mondo”, generando un valore di oltre un miliardo di euro.

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