Noci, buone e salutari. Esplodono i consumi, ma solo 1 su 5 è italiana

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Ne mangiamo 45 milioni di chili l’anno, il 60% in più rispetto a 10 anni fa. Eppure ne produciamo poco e ne importiamo troppo da Usa, Francia e Cile.

di Redazione

Alzi la mano chi non ha uno schiaccianoci in casa. In dieci anni, noi italiani abbiamo più che raddoppiato il consumo di questa frutta secca, e oggi le noci sono una ghiottoneria a cui non rinunciamo quasi mai. Soprattutto in questo periodo dell’anno. Il consumo è di circa 45 milioni di chili l’anno, il 60% in più rispetto al 2005. E’ quanto stima Coldiretti nel segnalare il prepotente ritorno di uno dei frutti simbolo dell’autunno.

Le noci, considerate in passato nemiche della linea per l’apporto calorico, sono state infatti rivalutate come preziose alleate della salute, e questo ha fatto esplodere i consumi. “In Italia – spiega Coldiretti – negli anni ’70 si producevano circa 80 milioni di chili di noci all’anno ma da allora si è avuto un drastico ridimensionamento della produzione che ha fatto scendere il raccolto ad appena 11 milioni di chilogrammi su una superficie coltivata stimata pari a 9000 ettari di terreno: collocati soprattutto Campania, Sicilia, Calabria, Piemonte, Emilia-Romagna, Veneto”.

Anche se si assiste a segnali di ripresa a livello nazionale, l’aumento dei consumi in Italia viene quindi per ora soddisfatto soprattutto dalle importazioni. Sono oltre 35 milioni di chilogrammi di noci in guscio importate da Usa, Francia e Cile nel 2014 per effetto di una crescita tumultuosa dei consumi. Basti pensare che nel 2000 ne venivano importati appena 10 milioni di chilogrammi. Il risultato è che più di quattro noci su cinque vendute in Italia provengono dall’estero

Oggi le noci sono considerate ottime alleate della salute, come hanno confermato numerosi studi scientifici che ne hanno messo in risalto l’efficacia nei confronti delle patologie della vita moderna, dal colesterolo ai problemi dell’apparato cardiovascolare in generale. Contengono un buon numero di minerali e sostanze benefiche come calcio, ferro, fosforo, rame e zinco. A fronte di un contenuto calorico importante di circa 600 kilocalorie ogni 100 grammi sono presenti anche le vitamine A, B2, B9 (Acido folico), C, F e P.

Un ruolo importante lo giocano anche i grassi monoinsaturi e quelli polinsaturi (Omega-3 e Omega-6), ai quali si deve il merito di ridurre i livelli di colesterolo cattivo nel sangue. Parlando dei vantaggi che questo tipo di frutta secca assicura all’apparato cardiovascolare, di rilievo anche l’azione svolta dall’acido folico o vitamina B9, che riduce i livelli di una sostanza dannosa per le coronarie quale l’omocisteina. Efficace nell’azione di salvaguardia delle arterie anche la presenza nelle noci di arginina, un elemento che svolte un’azione preventiva rispetto alla possibile formazione di coaguli. Le noci – conclude Coldiretti – possono fornire un aiuto importante alla prevenzione anche quando si parla di patologie tumorali, con particolare riferimento al tumore al seno e al pancreas.

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