Share
Qualità, territorio e comunicazione. Il cibo italiano secondo Ismea-Qualivita

Qualità, territorio e comunicazione. Il cibo italiano secondo Ismea-Qualivita

L’analisi annuale sui prodotti italiani del Food&Wine col bollino europeo. Il settore è in crescita nella GDO e fattura 7,8 miliardi con l’export. Determinanti gli investimenti nella promozione.

di Redazione

Non solo qualità del prodotto alimentare, ma anche capacità di raccontare il territorio attraverso il cibo. Questo è il sistema europeo delle Indicazioni Geografiche (Dop, Igp e Stg): un settore in cui l’Italia è da molto tempo leader mondiale con le sue oltre 800 certificazioni, per una produzione che raggiunge i 13,8 miliardi di valore.   

Il bilancio annuale sui prodotti italiani del Food&Wine a marchio Ue è stato presentato martedì 7 febbraio a Roma, in occasione del 14esimo Rapporto Ismea Qualivita. Numeri incoraggianti, quelli del report, secondo cui queste delizie tricolore sono in crescita del 2,6% su base annua e pesano per circa il 10% sul paniere nazionale dell’industria agroalimentare. Fattori chiave nella crescita del Made in Italy nel mondo, visto che frutta 7,8 miliardi di euro grazie all’export.

CAMPIONI DI DOP E IGP, MA QUANTO VALGONO SUL MERCATO INTERNAZIONALE?

Valore Dop IgpNello specifico, secondo emerge dai dati, il settore Food – composto da oltre 80mila aziende – vale 6,35 miliardi di euro alla produzione e registra una crescita al consumo del +1,7%, con un trend che nella Grande Distribuzione supera il +5%. Il comparto Wine – che raggiunge una produzione certificata di 2,84 miliardi di bottiglie – vale invece 7,4 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +5,8%. Un sistema garantito da un’enorme rete di operatori che conta quasi 250 Consorzi di Tutela e oltre 160 interventi di controllo effettuati dagli organismi pubblici nel 2016.

DOP E IGP ITALIANE

Secondo il Rapporto, l’Italia mantiene ancora il suo primato mondiale nel settore delle produzioni certificate Dop, Igp e Stg, con 814 prodotti dei comparti Food e Wine e ben 13 nuove registrazioni nel corso del 2016.

CONSUMI NELLA GDO

Nel 2015 sono cresciute di oltre il 5% le vendite in valore dei prodotti Food col bollino europeo all’interno della Grande Distribuzione Organizzata. Trend che secondo Ismea-Qualivita è decisamente più sostenuto di quello rilevato per l’intera categoria dei prodotti agroalimentari a peso fisso nella GDO (+1,9%). Per il Wine l’incidenza dei vini certificati, senza considerare gli spumanti, sfiora il 75% delle vendite in valore per un giro d’affari di 1,3 miliardi di euro.

IMPATTO ECONOMICO DELLE IG NELLE PROVINCE

Le aree di produzione delle denominazioni coinvolgono in modo capillare tutte le aree del Paese, con zone che si dimostrano particolarmente impegnate nelle produzioni di questo tipo, specie nel Nord-Est e Nord-Ovest. La cosiddetta “Food Valley” italiana, che comprende le province di Parma, Modena e Reggio Emilia, si conferma testa di serie nel settore Food, soprattutto grazie a Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma e Aceto Balsamico di Modena. Nel Wine è il “Sistema Prosecco” delle province venete Treviso e Verona a detenere il timone del mercato. 

I PRODOTTI DELL’UMBRIA

L’Umbria è una delle regioni che eccelle soprattutto grazie agli oli d’oliva e alle carni fresche. Con l’Olio Extra Vergine Dop, infatti, Perugia si aggiudica il terzo posto tra le province italiane, per un giro d’affari di 3 milioni di euro. Il secondo posto invece con Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale Igp e Agnello del Centro Italia Igp, che generano un fatturato di 7 milioni di euro. 

COMUNICAZIONE

qualivita comunicazioneMa il successo delle IG non si deve solo alla qualità dei prodotti, bensì anche agli investimenti in marketing e comunicazione da parte dei Consorzi di produttori. Superano infatti i 32 milioni di euro le risorse investite nella promozione, destinate soprattutto a Tv, stampa e partecipazione a fiere. Dal rapporto emerge in particolare che circa due terzi delle risorse sono destinate alla comunicazione in Italia, mentre la restante parte all’estero. Circa un Consorzio su tre ha almeno un profilo sui Social Network Sites per un pubblico che sfiora i 2 milioni di utenti Facebook e 4 milioni di visualizzazioni su Youtube.

Leave a Comment