Siccità, calo produzione del 50%. Le misure per fronteggiare l’emergenza

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A rischio soprattutto i settori cerealicolo, olivicolo e lattiero. Governo pronto con una serie di misure a sostegno delle imprese. La Regione Umbria valuta la richiesta di stato di calamità.

di Redazione

Temperature di oltre tre gradi superiori alla media e piogge in calo del 52%. Sono le cause di ingenti danni all’agricoltura e all’allevamento italiano che, in caso di ulteriore caldo anomalo nei prossimi giorni, potrebbero aumentare. Per ora, le prime stime del Ministero delle Politiche Agricole evidenziano perdite di produzione nell’ordine del 40-50% nel settore cerealicolo, oltre ad una consistente contrazione nella produzione nazionale di latte. Poi c’è l’olio, con una campagna olivicola avvolta nell’incertezza viste le previsioni del Coi (Consiglio Oleicolo Internazionale) secondo cui la produzione italiana subirà un calo del 60% a causa delle difficili condizioni climatiche.

Per questo il Ministero dell’Agricoltura ha deciso di attivare alcune misure di contrasto all’emergenza siccità. Tre gli assi principali di intervento: attivazione del fondo di solidarietà nazionale, aumento degli anticipi dei fondi europei Pac, 700 milioni di euro per piano di rafforzamento ed efficientamento delle infrastrutture irrigue.

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Ecco cosa prevedono le misure nei dettagli:

Fondo di solidarietà nazionale. Grazie ad un emendamento al “DL Mezzogiorno”, approvato la settimana scorsa in Commissione Bilancio al Senato, le aziende colpite dalla prolungata siccità e che non hanno sottoscritto polizze assicurative potranno accedere ai benefici previsti dalla legge 102 del 2004 per favorire la ripresa dell’attività produttiva. Come comunicano gli uffici ministeriali, “le Regioni interessate possono deliberare la proposta di declaratoria di eccezionalità degli eventi atmosferici entro il 30 dicembre 2017”.

Anticipo fondi europei. Il Mipaaf rende noto che, per garantire maggior liquidità alle imprese agricole, ha anche chiesto alla Commissione Europea di autorizzare l’erogazione di anticipi fino al 70% per i pagamenti diretti e fino all’85% delle misure a superficie dello sviluppo rurale. Inoltre, l’applicazione di una deroga sul cosiddetto “greening” (l’inverdimento) che consenta agli agricoltori di utilizzare i terreni lasciati a riposo per il pascolo o per lo sfalcio anche nei periodi la pratica è vietata.

Rafforzamento infrastrutture irrigue. Come investimento strategico sul medio periodo il Mipaaf comunica di aver attivato un bando, con scadenza 31 agosto 2017, per migliorare le infrastrutture irrigue con una dotazione finanziaria di circa 600 milioni di euro. A questo si aggiunge un investimento di 107 milioni di euro su 6 opere irrigue già cantierabili e i cui lavori partiranno nei primi mesi del 2018.

Umbria, i danni stimati:

L’Umbria è una delle regioni italiane con un livello di criticità “alto”. Per questo la Regione, che lunedì 24 luglio ha incontrato gli agricoltori per fare il punto sull’emergenza siccità, potrebbe chiedere al Ministero delle Politiche Agricole lo stato di calamità insieme ad altre 9 regioni italiane. Intanto, Coldiretti ha elaborato una prima stima dei danni che si attesterebbero intorno ai 60 milioni di euro. Secondo l’associazione degli agricoltori, il calo delle precipitazioni porterà, seppur con differenze territoriali, a una diminuzione delle rese di grano e orzo (-30/40% circa, con picchi anche del 60% in alcune zone) e per i foraggi. Difficoltà anche nella produzione di girasole, di olio e miele (oltre 50%).

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