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Tartufo bianco di Alba, ricomincia la stagione a prezzi raddoppiati

Tartufo bianco di Alba, ricomincia la stagione a prezzi raddoppiati

In arrivo due weekend con la Mostra del tartufo e della patata bianca a Pietralunga. In Italia sono circa 200.000 i raccoglitori ufficiali del prezioso fungo

di Redazione

tartufo-bianco-dalbaVolano i prezzi del tartufo, con le quotazioni che in apertura della stagione sono praticamente il doppio  di quelle medie registrate lo scorso anno, su valori di 400 euro all’etto per il bianco di Alba, ma che rimangono però ancora lontani dai valori massimi di 750 euro all’etto registrati nel 2007. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti in occasione dell’anteprima della Fiera Internazionale del Tartufo di Alba in Piemonte che inizierà ufficialmente il 10 ottobre.

Tutto pronto anche per l’appuntamento con i tartufi di casa nostra. Questa mattina 5 ottobre, è stata presentata a Perugia la Mostra mercato nazionale del tartufo e della patata bianca che si terrà da venerdì 9 a domenica 11 ottobre e ancora nel weekend del 17 e 18 ottobre, a Pietralunga, il borgo alto tiberino che conta ben 28 edizioni passate.

Dopo il caldo e la siccità estiva le condizioni climatiche di inizio ottobre con l’arrivo della pioggia fanno sperare – riferisce Coldiretti – in una buona raccolta nei mesi autunnali ma anche in un prolungamento della stagione partita in ritardo. Il Tuber magnatum Pico si sviluppa, infatti, in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione.

Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi i territori battuti dai ricercatori. Il frutto più prezioso dell’autunno, il tartufo bianco, è da questi giorni il protagonista di mostre, sagre e manifestazioni che stanno entrando nel vivo in tutta Italia e che rappresentano una ottima occasione per acquistare o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti.

Si stima che siano coinvolti complessivamente circa duecentomila raccoglitori ufficiali che riforniscono negozi e ristoranti ed alimentano un business che comprensivo di indotto sviluppa un valore stimato in circa mezzo miliardo  di euro tra fresco, conservato o trasformato.

La ricerca dei tartufi, praticata già dai Sumeri, svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive dove rappresenta una importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici.

Il tartufo è un fungo che vive  sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi. Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato.

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La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio. I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina – conclude la Coldiretti – il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, (Tuber Magnatum Pico) invece va  rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come la fonduta, i tajarin al burro e i risotti. Per quanto riguarda i vini, il tartufo  bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi.

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