L'informazione agroalimentare in Umbria

Vino italiano nel mondo, le ultime notizie dai mercati internazionali

Share

I dati Ismea. A far volare l’export italiano soprattutto gli spumanti. I mercati più redditizi per le cantine tricolore sono sempre Cina, Usa e Canada

di Redazione

Vino italiano, sempre più uno status symbol. Che le etichette tricolore fossero le più apprezzate in tutto il mondo era un fatto assodato già dalle campagne precedenti. Ma quest’anno, con un aumento del 6% dell’export rispetto al 2014 e il conseguente balzo a 3,39 miliardi di euro degli introiti, il semplice dato comincia a trasformarsi in trend.

A confermarlo, le elaborazioni trimestrali diffuse da Ismea, che monitora costantemente dinamiche e tendenze sui mercati agroalimentari. Secondo l’Istituto sembra essere sempre più vicino il traguardo dei 5,5 miliardi di euro di fatturato delle cantine italiane all’estero. A fronte di un calo dei volumi sul fronte dei vini sfusi, sono in particolare le bollicine a mettere sempre di più il turbo, con un incremento produttivo del 16%.

I MIGLIORI VINI DELL’UMBRIA SECONDO LE PRINCIPALI GUIDE ITALIANE

Dall’analisi dei dati emerge un miglioramento della performance per i prezzi dei vini italiani di qualità. Per Ismea, dall’inizio dell’anno le denominazioni di origine hanno visto crescere i listini in media dell’8% (bianchi +9%, rossi +8%), con picchi più evidenti per le Docg. Grande successo dei veneti Prosecco, Bianco di Custoza, Valpollicella, Bardolino e Amarone. Bene il Piemonte con Cortese di Gavi, Barbaresco e Barbera d’Alba, la Toscana con Chianti Classico e Vino Nobile di Montepulciano. Anche l’Umbria si distingue grazie ai bianchi Orvieto e Orvieto Classico con prezzi i crescita tra il 7 e l’8,5%. Sui rossi umbri, produzioni troppo contenute per fare stime precise sull’andamento dei prezzi (come riferisce infatti l’ufficio analisi mercati del vino di Ismea, ad esempio, mentre l’Orvieto rappresenta il 65% delle produzioni certificate Doc-Docg, il Montefalco Sagrantino si attesta su un 4% del totale regionale).

IL RAPPORTO IN VERSIONE INTEGRALE

In generale, secondo le stime Oiv, il 2015 potrebbe essere l’anno zero per la ripresa dei consumi dopo la frenata che, l’anno scorso, aveva riportato l’asticella a livelli di poco superiori all’inizio della crisi del 2008. Oggi infatti il consumo mondiale di vino si attesta sui 242 milioni di ettolitri. Sul fronte della produzione, prosegue Ismea, le prime stime parlano di un 2015 a 276 milioni di ettolitri, il 2% in più rispetto all’anno precedente.

Come sempre è l’Europa il motore principale della crescita, con l’Italia che avanza a +12% e Francia a +2%. Calo dei volumi, invece, per Spagna (-8%) e Germania (-4%). Gli Stati Uniti, nonostante la siccità estiva, superano di poco i 22 milioni di ettolitri (+1%), mentre in Sudamerica la vendemmia 2015 ha ridotto notevolmente il gap tra Argentina e Cile, con la prima in calo di 12 punti percentuali e la seconda in impennata del 23%. Australia e Sud Africa, rispettivamente con 12 e 11,3 milioni di ettolitri, restano sugli stessi livelli del 2014, mentre la Nuova Zelanda registra una decisa frenata (-27%).

Ma quali sono i Paesi che comprano più vino nel mondo? I mercati più interessanti dal punto di vista commerciale sono ancora la Cina – dove tra gennaio e giugno si sono verificati aumenti eccezionali sia in volumi (circa il 40%) che i giro d’affari (circa 60%) -, gli Stati Uniti, il Canada, il Brasile e l’Italia stessa che, oltre a produrre considerevoli volumi di vino, si dimostra anche buona intenditrice di vini internazionali. Brusco arresto del mercato russo, sia in volumi di importazioni che in guadagni garantiti.

LEGGI ANCHE: IL SAGRANTINO SECONDO PHILIPPE DAVERIO

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.