Amor polenta, una ricetta semplice e gustosa per il coffee-break

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Il Buongustaio, la rubrica di Antonio Andreani – Dolce di mais dal sapore elegante, perfetto se accompagnato da fettine di cotognata

di Antonio Andreani – Enogastronomo docente di antropologia e merceologia alimentare Università dei Sapori

L’amor polenta è un dolce gustosissimo e allo stesso tempo delicato. Si prepara con assoluta facilità e, i pochi e semplici ingredienti necessari, permettono di realizzarlo velocemente. L’ingrediente principale è il “fioretto“, (farina di mais macinata fine) comunemente usato per la preparazione della polenta. Pur essendo un dolce tipico della tradizione lombarda e in particolare del varesotto, dove prende il nome di Dolce Varese, negli anni ha conquistato i palati di tutti gli italiani. In Umbria si prepara un po’ ovunque, ma la produzione è particolarmente diffusa nella zona del tuderte, del ternano e amerino-narnese.

Delle sue origini sappiamo ben poco. Nonostante approfondite ricerche non sono emersi dati significativi che giustifichino un tracciato storico che porta in Umbria. L’unica certezza è che si tratta di un dolce povero come il mais, suo principale ingrediente. Appartiene da sempre alla cultura contadina che, dopo la divulgazione, è però stato apprezzato anche dai salotti buoni delle estrazioni sociali più elevate, che lo hanno ampiamente rivalutato per la sua eleganza e raffinatezza.

Dopo la raccolta del mais, per la freschezza della farina ottenuta dalla nuova macinatura, è uno dei primi dolci che si prepara con l’arrivo dell’autunno e durante l’arco dell’inverno, anche se oggi lo si può gustare tutto l’anno. Come detto è un dolce semplice e i suoi ingredienti lo confermano. La ricetta base e tradizionale prevede: farina di mais fioretto, burro, zucchero, uova e farina di fecola. I più raffinati aggiungono farina di mandorle o nocciole, per renderlo ancora più gustoso e profumato. Oggi la fantasia di esperti pasticceri lo arricchisce ulteriormente con uvetta passita o scaglie di cioccolato fondente, ottenendo così altre due varianti. Tocco finale, una generosa spolverata di zucchero a velo vanigliato a totale copertura.

Un mio personale suggerimento: gustatelo con delle sottili fettine di cotognata oppure servitelo con una deliziosa gelatina di mele cotogne. Accompagnatelo con un buon caffè o con del the Rooibos, ma per un autentico e sorprendente sapore provatelo con un orzo caldo con scorzetta d’arancia. E proverete una sensazione al palato che è al contempo gustosa ed elegante.

gastronomiaandreani.blogspot.it

residenzelalberata.com

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