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Antichi Frutti Orvieto, quel gusto perduto che torna in giardino

Mela Coccianese
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Giulio Leonardi ricerca con passione le varietà dimenticate e nel suo vivaio è possibile assaggiare la frutta prima di comprare le piante

di Filippo Benedetti Valentini

Ci sono agricoltori che piantano un seme e sperano nelle propizie oscillazioni del mercato agroalimentare. Giulio Leonardi ha fatto una scelta diversa. Prima di essere vivaista e frutticoltore, è un ricercatore. Letteralmente. Nel senso che cerca i frutti antichi, quelli che hanno un profondo legame con il territorio e sono ormai dimenticati dai canali di vendita della grande distribuzione. Quelli a rischio di estinzione.

Quarantaduenne romano, trasferitosi in Umbria durante gli studi in Scienze Agrarie negli anni ’90, ha aperto la sua impresa in località Caccavelle, una decina di chilometri da Orvieto: l’Azienda Vivaistica Frutticoltura Orvieto. Qui, su due ettari di terreno, coltiva oltre 250 varietà di piante da frutto praticamente introvabili in un comune vivaio. Sono varietà autoctone di meli, peri, peschi, susini, ciliegi, albicocchi, melograni, cachi e fichi. Piante coltivate per secoli nel territorio di confine in cui si abbracciano l’Umbria, il Lazio e la Toscana, ma che negli ultimi decenni sono state rimpiazzate da varietà più adatte alla coltivazione intensiva.  

Giulio le ha riportate a casa. C’è la Pera Monteleone, tipica dell’orvietano: frutto dalla polpa molto dura, adatto alla cottura o alla preparazione di conserve. O la Mela Coccianese, originaria di Guardea (Tr), varietà che si conserva a lungo una volta colta. La Susina Coscia di Monaca, gialla e allungata, molto aromatica: la sua pianta è resistente e una volta adulta non ha bisogno di trattamenti. Poi, ancora, la Regina di Londa, pesca “tardiva” (matura da metà settembre) dalla polpa bianca e dolce, riconosciuta come Presidio Slow Food. Nel suo vivaio troviamo anche la Ciliegia Ravenna Gambo Lungo, super croccante e dal gusto intenso. Ma ci sono anche frutti insoliti come il Sorbo domestico, simile ad una melina, ricchissimo di vitamina C. Per ogni frutto, tante varietà, il catalogo è per tutti i palati e le esigenze. Nel campo collezione del vivaio, da maggio a novembre, i frutti ormai maturi si possono cogliere dall’albero per assaporarne la polpa e decidere quale pianta acquistare. Come un vero e proprio banco d’assaggio a cielo aperto.

Le piante sono coltivate in quest’area poggiata su letti di tufo, pochissime case nelle vicinanze, tutto intorno solo campi di grano e boschi di castagno. Giulio le cresce una ad una, in compagnia del fischio costante del vento. Tutto comincia con la ricerca di queste particolari varietà, grazie alla consulenza degli enti regionali che lo aiutano ad individuare gli ormai pochi privati che le possiedono. Le recupera innestandole nel suo vivaio, contribuendo al ripopolamento della specie. Messe a dimora in inverno, una volta cresciute le invasa per la vendita a vivaisti che intendono variegare la produzione o a chiunque decida di coltivare il proprio frutteto, nel campo o nel giardino di casa.

Già, perché non è complicato quanto sembra. Il reimpiego di specie autoctone, infatti, non è solo un modo per ristabilire la biodiversità del territorio: queste piante dal Dna antico sono adatte alla coltivazione in condizioni ambientali avverse e, soprattutto, sono abbastanza resistenti alle malattie da non richiedere pratiche colturali invasive, come l’uso di prodotti chimici. Una volta piantate, producono frutti buoni da mangiare nell’arco di 4 o 5 anni. Per le pesche ne basta anche uno solo. Con un costo a partire da 10 euro a pianta, chiunque abbia anche solo un giardino può avere un piccolo frutteto in casa, a bassa manutenzione. E che frutta.

Non solo. Nell’Azienda Vivaistica Frutticoltura Orvieto di Giulio Leonardi, dove oltre alla vendita delle piante viene fornita tutta l’assistenza necessaria per le prime fasi colturali, si selezionano anche varietà con poche radici che fruttificano in vaso. Perché il moderno sogno di un frutteto a un passo dalla tavola può realizzarsi anche nelle terrazze e nei balconi della città.  

www.antichifruttiorvieto.com

(A cura di BrandPress)

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1 Comment
  1. raffaele says

    Salve vorrei un preventivo su alberi da frutto antico che possano dare dei frutti in due tre anni da impiantare i terra piena.
    Una pianta per ogni qualità sotto elencata: Pera monteleone, Mela coccianese, Susina coscia di monaca e la Velletri, Pesco: la regina di londra, cotognodel berti,e Casiommolo (piatta),Ciliegia ravenna gambo lungo, Visciola, e Montmorency, Albicocca: bergeron Gelso rosso e bianco. Nespolo europeo, Sorbo domestico,Cotogna mela , fico fiorone ed altro fico antico a vostra scelta di ottima qualità. Melograno Mollar.grazie

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