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Dal G7 delle Indicazioni Geografiche nasce la Dichiarazione di Bergamo

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Quattro obiettivi per tutelare i prodotti tipici: più trasparenza per i consumatori, vigilanza sui nomi, ricerca ambientale ed economica e maggiori risorse a livello internazionale per aiutare i Paesi sottosviluppati.

di Redazione

L’Italia era e resta un Paese di agricoltori, dove il legame tra terra e cibo è antico quanto forte. Ecco perché siamo il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea. Si contano 294 prodotti DOP, IGP, STG e 523 vini DOCG, DOC, IGT. Una certificazione che favorisce il sistema produttivo e l’economia locale, salvaguarda l’ambiente e la biodiversità, opera come un collante sociale, ed è al tempo stesso in grado di fornire maggiori garanzie ai consumatori con un livello di tracciabilità e di sicurezza alimentare più elevato rispetto ad altri prodotti.

In occasione della settimana di eventi collaterali al G7 dell’agricoltura di Bergamo, si è svolto ieri 11 ottobre  il “G7 delle Indicazioni Geografiche”, un momento di confronto fra le maggiori organizzazioni dei produttori delle IG in rappresentanza di oltre un milione d’imprese e operatori delle filiere agricole, vitivinicole e delle bevande spiritose di tutto il mondo.
Al termine del vertice internazionale è stata sottoscritta la “Dichiarazione di Bergamo” con l’obiettivo di riconoscere il valore delle Indicazioni Geografiche in ambito agricolo, ambientale e commerciale, definendo anche gli strumenti per la lotta alla contraffazione, i piani per una produzione sostenibile e il rilancio dei negoziati per la tutela legale delle IG.

I QUATTRO PUNTI CHIAVE DELLA DICHIARAZIONE DI BERGAMO:

1. Creazione di un sistema multilaterale di protezione delle Indicazioni Ge­ografiche efficace, semplice e trasparente per i produttori e i consumatori, sostenendo anche l’applicazione dell’Accordo di Lisbona del 1958 – rivisto con l’Atto di Ginevra del 2015 – per garantire una tutela multilivello alle IG.

2. Miglioramento della trasparenza della “Internet governan­ce” con il coinvolgimento degli stakeholders per una efficace protezione del­le IG quale diritto di proprietà intellettuale, in parti­colare nella gestione del sistema assegnazione dei nomi di dominio di primo e di secondo livello; nell’utilizzo dei nomi delle IG nei portali di commercio elettronico e nei motori di ricerca.

3. Approfondimento delle ricerche e degli studi riguardo il positivo contri­buto delle Indicazioni Geografiche alla sostenibilità economica e ambien­tale e al cambiamento climatico.

4. Incremento delle risorse finanziarie per la cooperazione internazionale destinate al rafforzamento delle IG attraverso modelli e sistemi di governance efficaci, nelle aree caratterizzate da sottosviluppo e conflitti, con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni dei produttori dei Paesi più sviluppati.

“Da Bergamo – ha affermato il ministro del Mipaaf Maurizio Martina – rilanciamo l’impegno per la tutela e la promozione delle Indicazioni Geografiche. I 4 punti cardine della dichiarazione sono in linea con la nostra azione e, in qualità di Presidenza del G7 agricoltura, li assumo come punto di impegno. Vogliamo lanciare un segnale forte per ridare spinta ai sistemi di protezione multilaterali in un momento storico cruciale in cui assistiamo invece a un ripiegamento verso antiche logiche protezionistiche”.

“Il solo modo per proteggere – prosegue Martina – è integrare. Ecco perché è fondamentale lavorare insieme per regole forti in mercati aperti, tutelando le nostre produzioni di qualità agroalimentari che rappresentano anche una componente fondamentale dell’export. Servono nuovi strumenti di reciprocità, clausole di salvaguardia esigibili e autenticità dei prodotti Made in Italy sui mercati internazionali”.

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