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La grande forza di un chicco di riso. Tutti i numeri di un patrimonio 100% italiano

La grande forza di un chicco di riso. Tutti i numeri di un patrimonio 100% italiano

Con 140 varietà coltivate e oltre 700mila tonnellate esportate, l’Italia ha un ruolo chiave nella produzione europea di riso. Ma le importazioni a dazio zero dall’Asia sono una minaccia

di Redazione

Siamo i numeri uno sul mercato europeo, con una produzione di oltre 850 mila tonnellate nel 2014 e un controvalore che supera il miliardo di euro. Riso, un altro orgoglio dell’agroalimentare italiano.

La risicoltura nel nostro Paese, secondo recenti indagini di Ismea, vanta una filiera agroindustriale che coinvolge oltre 4mila aziende agricole e 95 industrie di trasformazione, le riserie, con una forte connotazione territoriale. Cinque i principali distretti dove è concentrato più o meno il 90% della produzione nazionale: Pavia, Vercelli, Novara, Milano e Alessandria. Un cuore agricolo dove ogni giorno si coltivano circa 140 varietà di riso, molte delle quali tra le più apprezzate in tutto il mondo. E anche sul fronte della dimensione media delle aziende la risicoltura si distingue, con una superficie di 54 ettari per impresa contro gli 8 ettari dell’agricoltura italiana nel suo complesso.

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Sono numeri che confermano l’importanza di iniziative che possano difendere il settore dalle importazioni a dazio zero dei Paesi Meno Avanzati, insieme al supporto della ricerca scientifica e alla valorizzazione del prodotto tricolore nei supermercati attraverso campagne di comunicazione. Per questo il Mipaaf, in collaborazione con Ismea ed Ente Nazionale Risi, ha dato il via alla campagna di promozione “Il Riso. NON FINISCI MAI DI SCOPRIRLO” che, attraverso un portale ricco di informazioni su storia, zone di coltivazione, proprietà nutritive e ricette, ha lo scopo di far conoscere questa immensa tradizione contribuendo al rilancio del consumo interno di prodotto 100% Made in Italy.

Scopriamo quindi che quella del nostro riso è una storia antica che nasce tra l’India, l’Estremo Oriente e il bacino del Mediterraneo, e che approda in Italia intorno all’anno 1000. Per diventare oggi, soprattutto grazie ai grandi investimenti statali promossi da Cavour nella prima metà dell’800, una delle più straordinarie risorse del nostro mercato alimentare: 751mila tonnellate di prodotto esportato nel 2014, per un ricavo di quasi 530 milioni di euro. Le principali destinazioni sono state Germania, Francia, Regno Unito e, fuori dall’Ue, Turchia e Libano.

SCARICA IL RAPPORTO ISMEA SUL RISO ITALIANO

Il consumo annuo pro capite degli italiani si aggira intorno ai 5-6 chili. Ricco di carboidrati, minerali, proteine vegetali e vitamine, è una preziosa fonte di energia con una ridottissima componente di grassi. Non a caso è la base di molte diete del mondo. Tra le tantissime varietà nostrane spiccano i Risi Tondi (Selenio e Centauro), i Risi Medi (Vialone Nano), i Risi Lunghi A (Loto, Arborio, Carnaroli, Roma) e i Risi Lunghi B (Gladio e Sirio). Questi ultimi, i più richiesti dal mercato comunitario e che risentono maggiormente della concorrenza delle produzioni orientali, soprattutto di Cambogia e Myanmar, avvantaggiate da accordi “duty-free” tra l’Unione europea e i Paesi asiatici.

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