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Nuove etichette alimentari sotto la lente d’ingrandimento. Cosa cambia

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A fine anno scatterà il nuovo regolamento in tutta Europa. Tutte le novità punto per punto spiegate da un esperto

di Emanuela De Pinto

Dal 13 dicembre 2014 entrerà in vigore il regolamento comunitario 1169/2011 sull'etichetta. Viste le molte modifiche previste dalla nuova legislazione, la Confcommercio della provincia di Perugia ha organizzato un ciclo di incontri per illustrare agli operatori del settore cosa cambierà. Ma come saranno le nuove etichette alimentari nel dettaglio? Lo abbiamo chiesto al dottor Piero Macellari, dirigente veterinario dell'Asl numero 1, che ci ha spiegato tutto. Punto per punto.

 

Dottor Macellari, quali saranno le novità principali?

– Tutte le indicazioni obbligatorie dovranno essere facilmente visibili, chiaramente leggibili ed eventualmente indelebili. Non dovranno essere in alcun modo nascoste o oscurate da altre indicazioni scritte o grafiche;

– L’altezza minima dei caratteri è fissata in 1,2 mm (eccetto confezioni < 80 cm2 – minimo 0,9 mm);

Nello stesso stesso campo visivo dovranno comparire la denominazione dell’alimento, la quantità netta e il titolo alcolometrico volumico effettivo. Non saranno più previste nello stesso campo la data di scadenza o del termine minimo di conservazione;

Ci sarà l'obbligo dell’etichetta nutrizionale, ma solo dal 13 dicembre 2016;

– Per la vendita a distanza, gli operatori saranno tenuti a fornire tutte le informazioni obbligatorie (fatta eccezione per la data di scadenza/termine minimo di conservazione) prima della conclusione dell’acquisto sul supporto di vendita a distanza (sito web, depliant, ecc.). Tutte le indicazioni obbligatorie dovranno poi essere disponibili al momento della consegna.

Ci saranno cambiamenti anche sull'indicazione del Paese d'origine?

– Attualmente, alcune norme specifiche rendono obbligatoria l’indicazione del Paese di origine come ad esempio per le carni Bovine (Reg. CE 1760, 1825/2000), ortofrutticoli freschi (Reg CE 1580/07), prodotti ittici freschi (Reg CE104/2000, 2065/2001), miele (Dir CE 110/2001), carni avicole provenienti da Paesi terzi (Reg. CE 543/2008), oli vergini ed extra vergini di oliva (Reg CE 1019/2002),  DOP/IGP (Reg. CE 510/2006) e STG (Reg. CE 509/2006). Con il nuovo regolamento CE 1169/2001 l’indicazione dell’origine e del luogo di provenienza sarà obbligatoria nel caso in cui l’omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore in merito al Paese di origine o al luogo di provenienza dell'alimento. Quando verranno adottati  i relativi atti di esecuzione (la Commissione avrebbe dovuto adottarli entro dicembre 2013), l'obbligo varrà anche per carni suine, ovine, caprine e di volatili fresche, refrigerate o congelate.

Allergeni e nanoingredienti andranno menzionati sull'etichetta?

– Questa è un’altra novità: gli allergeni dovranno essere sempre indicati, anche nella vendita di alimenti sfusi o preincartati, mentre prima era previsto solo sull’etichetta di un prodotto confezionato. E con il nuovo regolamento ciò dovrà avvenire anche con la presenza residuale di queste sostanze, come avviene per i coadiuvanti tecnologici o additivi;

– Per quello che riguarda i nanomateriali, la Commissione dovrebbe adottarne la definizione adeguandoli al progresso tecnico e scientifico o alle definizioni concordate a livello internazionale. In etichetta, tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali ingegnerizzati dovranno essere chiaramente menzionati nell’elenco degli ingredienti. La dicitura "nano", tra parentesi, seguirà la denominazione di tali ingredienti.

Secondo lei quali sono i punti di forza e i punti deboli del nuovo regolamento?

Punto di forza: il regolamento ha consolidato in un unico testo le precedenti norme di carattere generale sulla pubblicità, sull’etichettatura, sull’indicazione degli allergeni e sull’etichettatura nutrizionale. Il regolamento, in quanto tale, è direttamente applicabile in tutti i Paesi e pertanto dovrebbe consentire l’eliminazione delle divergenze attualmente presenti.

Punto di debolezza: è stata concessa una certa discrezionalità agli Stati membri, consentendogli di adottare disposizioni nazionali su materie non specificamente armonizzate nello stesso Regolamento, purché non vietino, ostacolino o limitino la libera circolazione delle merci. E' una discrezionalità che potrebbe creare qualche difformità comportamentale tra i diversi Paesi.

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