Polpettone, frittata e macedonia: la cucina degli avanzi contro la crisi

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Secondo Coldiretti 6 italiani su 10 hanno tagliato gli sprechi alimentari. Ma la strada è ancora in salita: ogni anno buttiamo via 149 kg di cibo, soprattutto frutta e verdura

di Redazione

Effetto crisi: durante le feste di fine anno sei italiani su 10 hanno tagliato gli sprechi alimentari. Secondo un’indagine commissionata da Coldiretti a Ixé, sembrerebbe che il 75% delle famiglie siano riuscite a farlo grazie a una spesa più attenta, mentre il 37% riducendo la quantità di cibo acquistato. Ma a giocare un ruolo determinante nella riduzione delle eccedenze dal frigo sarebbe stata piuttosto la cucina degli avanzi, tornata prepotentemente nelle abitudini alimentari degli italiani.

Per recuperare il cibo del giorno prima, i più gettonati sono di solito polpettoni di carne e tartare di pesce. Ma anche ratatouille e frittate, con cui si riesce a dare un gusto nuovo ai piatti di verdura o pasta. La frutta secca, una volta tostata e caramellata, diventa un torrone, mentre quella fresca una macedonia o marmellata.  “Recuperare il cibo è una scelta che – afferma la Coldiretti – fa bene all’economia e all’ambiente, grazie a una minore produzione di rifiuti. Per il tradizionale appuntamento di fine anno gli italiani hanno speso  quasi 1,7 miliardi di euro, il 6% in più rispetto allo scorso anno e durante il Capodanno si stimano oltre 50 milioni di bottiglie di spumante stappate”.

Ma la strada per la riduzione degli sprechi in cucina è ancora in salita. Secondo il sito Nonsprecare.it, portale attivo nella diffusione della cultura della sostenibilità, che cita lo studio del Barilla Center for food & nutrition, ogni italiano getta via in media 149 kg di cibo all’anno, contro i 44 kg dei greci, anche se ben al di sotto dei 579 kg degli olandesi. La stima di Ipsos, continua il portale, rileva che quasi un italiano su cinque (19%) butta via del cibo ogni settimana e l’8% lo fa addirittura ogni giorno. Secondo la Fao, a finire nella pattumiera sono soprattutto frutta, verdura, radici e tuberi (40-50%). Un altro 30% è costituito da cereali, 30% da pesce, 20% da semi oleosi, carni e prodotti lattiero-caseari.

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