Quali possibilità nel Piano di sviluppo rurale dell’Umbria. Incontro a Todi

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All'Istituto Agrario appuntamento rivolto agli imprenditori del settore e ai professonisti interessati a scoprire le novità previste dal nuovo Psr 2014-2020. Risorse per 850 milioni di euro 

di Redazione

Novità e opportunità del nuovo PSR-Piano di Sviluppo Rurale dell'Umbria 2014-2020: se ne parla in un incontro pubblico, mercoledì 22 ottobre, alle ore 18, all'Istituto Agrario Ciuffelli di Todi (Viale Montecristo 3). Parteciperanno la presidente della Regione Catiuscia Marini, l'assessore regionale all'Agricoltura Fernanda Cecchini e il coordinatore dell'ambito agricoltura Ciro Becchetti. L'appuntamento è rivolto a tutti gli imprenditori e professionisti interessati, dato che la nuova Politica Agricola Comunitaria (PAC) per il periodo 2014-2020 si appresta ad entrare nella fase attuativa.

Molte le novità ed anche le opportunità per gli operatori del settore agricolo ed agroalimentare, contenute nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale dell'Umbria e che avranno una portata economica complessiva di oltre 850 milioni di euro. Si tratta dunque di uno strumento che avrà una ricaduta di assoluto rilievo per l'economia locale e che necessita della massima informazione e programmazione. Da qui l'incontro promosso a Todi sul tema che vedrà l'intervento delle massime autorità regionali in materia per illustrare ad imprenditori e professionisti tutti i provvedimenti in materia.

L'incontro risulta quanto mai tempestivo, poiché dopo le ipotesi e le proposte inoltrate nei mesi scorsi all'esame dell'Unione Europea, si è adesso giunti alla fase definitiva che precede la pubblicazione dei bandi specifici per accedere ai contributi messi in campo. Se si considera che le tutte le misure sono attivate con la formula del co-finanziamento, l'impatto che il nuovo PSR avrà sull'economia regionale nei prossimi sei anni è misurabile in circa 2 miliardi di euro, un importo fondamentale per il rilancio del sistema, tanto più prezioso in un periodo congiunturale difficile come quello che l'Umbria, al pari del resto del Paese, sta ancora attraversando.

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