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Sedano nero di Trevi: storia, cucina e cosmetica. I segreti di un prodotto unico

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Al Villaggio Pastamore, nell'ambito di Primi d'Italia a Foligno, lezione sugli usi dell'ortaggio Presidio Slow Food. Non solo ricette, anche un olio di bellezza

di Emanuela De Pinto

Sono rimasti in pochi a coltivarlo, ma a Trevi è ancora il Re degli ortaggi. Il sedano nero è una varietà unica al mondo: verde scuro intenso, coste lunghe quasi un metro e di un profumo così intenso che è quasi balsamico. Tanto che, al contrario dei suoi più comuni "cugini" da supermercato, usati solitamente per i soffritti o per accompagnare gli altri cibi come contorno, può essere considerato il vero protagonista delle tavole umbre.

I terreni del trevano, bagnati dal Fiume Clitunno, sono particolarmente vocati per la coltivazione del sedano nero. Nel Villaggio Pastamore delle eccellenze di Trevi, nell'ambito di Primi d'Italia a Foligno, a raccontare la storia di questo prodotto unico, già Presidio Slow Food, è Franco Spellani, socio fondatore della Pro-Trevi ed esperto di tradizioni popolari locali. "La prima testimonianza storica – racconta Spellani – è una lettera del 1889 proveniente dalla Colonia agricola Collegio degli Artigianelli della Badia di San Pietro in Perugia per chiedere al sindaco di Trevi i semi dei sedani, e le istruzioni per la semina e la coltura. C'è perfino la richiesta della ditta Kisslinger di Napoli che voleva commercializzarlo in Germania, Inghilterra e America. Sono invece del 1923, le prime foto che ci raccontano il duro lavoro dei coltivatori del tempo, in lotta contro la 'ruggine' che in quell'anno aveva attaccato i sedani". Si semina ad aprile, con la luna calante, tradizionalmente il Venerdì santo perché (così si crede da generazioni), in questo periodo gli ortaggi crescono in fretta e ritardano la fioritura. La raccolta avviene a metà ottobre.

Come cucinarlo? Diverse le ricette. La principale rimane con il ripieno di carne di suino e manzo (potete assaggiarlo  in Taverna Giotti fino a domenica). Altri modi sono le asticciole di sedano, ripieni di gorgonzola, sale e pepe; e i sedani alla parmigiana: i sedani bolliti si farciscono con la salsiccia, passati nella farina e poi nell'uovo, fritti in abbondante olio e infine sistemati in una teglia da forno con sugo di carne.

Vi è venuta fame, ma non andate d'accordo con i fornelli? Non vi preoccupate, in aiuto arriva Graziella Ponti, consulente alimentare con 15 anni di esperienza alle spalle, ospite in questi giorni del Villaggio Pastamore. E' una "cuoca a domicilio", socia dell'omonima Associazione nazionale. Vi guiderà passo dopo passo nella preparazione dei piatti tradizionali: i sughi di cinghiale, l'oca arrosto e la pasta fatta in casa. Specializzata anche nella cucina per celiaci e per chi soffre di intolleranze alimentari (graziellaponti@libero.it).

Non solo cucina. Alla lezione pomeridiana di oggi, 26 settembre, anche una dimostrazione pratica dell'uso del sedano nero nella cosmetica. In cattedra, l'estetista Desiré Catarinucci. "Il sedano nero di Trevi è ricco di acqua – spiega l'esperta – vitamine, fibre e minerali. Una recente ricerca ha scoperto che contiene la Luteolina, un potente antiossidante e drenante". In particolare, l'olio essenziale di sedano, da diluire con olio di oliva o di mandorla, viene usato per un bagno rilassante, per un pediluvio o per un massaggio facciale rigenerante. Ma è anche un ottimo collirio, un eccellente unguento per le scottature e, udite udite,  un alleato formidabile delle donne contro la cellulite.

Al Villaggio Pastamore delle eccellenze di Trevi in ogni angolo è una festa per gli occhi. All'ingresso potete trovare meravigliose verdure intagliate: frutto della maestria di Rita Cencetti, specializzata in sculture artistiche di frutta e vegetali. La vetrina dei prodotti tipici di Trevi, dunque, continua a stupire. Da ieri, in piazza Pulignani, si può ammirare anche una meravigliosa ricostruzione dell'antico mulino per la macinazione del grano, in uso verso la metà del secolo scorso. E' il simbolo della Rievocazione storica della trebbiatura di Cannaiola, evento che viene riproposto ogni anno a luglio, ricreando lo stesso fervore allegro che rende uniche le calde serate estive dell'Umbria. Quella più autentica.

Per il programma completo: www.villaggiotrevi.it/ 

 

 

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