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Soia e mais, prezzi e mercato dell’ultima stagione. L’Italia non decolla

Soia e mais, prezzi e mercato dell’ultima stagione. L’Italia non decolla

Ultimo report di Ismea: offerta mondiale in aumento e conseguente calo dei prezzi. Nel Belpaese produzione in calo di mais, stabile (e bassa) per la soia. Ucraina e Brasile i nostri primi fornitori.

di Redazione

Scende il prezzo a fronte di un aumento dell’offerta mondiale. E l’Italia importa sempre maggiori quantità di mais e soia da Ucraina e Brasile, forti produttori. E’ questo l’esordio della campagna commerciale 2016/17 rilevata dal numero di novembre 2016 del report “Tendenze” di Ismea, con una calo dei listini che secondo recenti stime potrebbe superare il record del 2014.

Sul fronte italiano, la produzione nazionale di mais si attesterebbe a 6,6 milioni di tonnellate, in significativa flessione (-6,7%) su base annua. Il calo dei raccolti è da imputare esclusivamente alla riduzione delle superfici investite scese  a  poco  meno  di  656  mila  ettari  (-9,8%), a fronte di un andamento positivo delle rese (+3,4% a 10,1 t/ha), grazie alle favorevoli condizioni meteoclimatiche caratterizzate da una sufficiente piovosità nel periodo estivo.

Se l’evoluzione del mercato del mais nella scorsa campagna 2015/16 aveva evidenziato una rivalutazione dei prezzi all’origine (attestato a 172,08  euro/t,  +10,5% sul 2014/15) in conseguenza della flessione dell’offerta, i numeri di quest’anno mostrano una discesa che ha toccato quota 167,66 euro/t a ottobre scorso, mentre a luglio si attestavano a 185,44 euro/t  (-9,6%).

Anche in questo caso a influenzare  il mercato è stato l’andamento produttivo del 2016 che risulta in crescita soprattutto nei paesi USA, Brasile, UE e Ucraina che hanno recuperato gran parte delle perdite dello scorso anno. Dopo  la  lieve  contrazione  del 2015, infatti,  l’offerta  mondiale  di  mais  per  la  campagna  di commercializzazione 2016/17  dovrebbe superare i livelli record del 2014. Tale risultato appare largamente diffuso a livello territoriale.

Anche la produzione mondiale di soia viene proiettata in aumento in tutti i principali paesi produttori, fatta eccezione per l’Argentina, e si rileva un avvio di campagna all’insegna di prezzi in flessione come conseguenze delle stime di crescita dei raccolti mondiali e della buona consistenza delle scorte. In Italia, i raccolti di soia dovrebbero rimanere stabili nel 2016 a poco più di 1,1 milioni di tonnellate; dinamica frutto della crescita delle rese ad ettaro, mentre le superfici hanno evidenziato un calo.  

Sempre riguardo alla soia, già la  quotazione  media  della  campagna  2015/16  aveva  perso  l’1,7%  del  valore  della precedente annata, scendendo ad un valore medio pari a 353,97 euro/t. L’inizio dell’attuale campagna ha mostrato un’ulteriore tendenza flessiva dei listini all’origine, passati da 386,38 euro/t di luglio 2016 a 350,42  euro/t di ottobre 2016 (-9,3%). Anche in questo caso la dinamica è da imputare alle stime di crescita dei raccolti mondiali e anche del livello delle scorte.

Si conferma, inoltre, per i primi otto mesi del 2016 la dinamica flessiva degli investimenti a mais. Gli ettari coltivati a mais da granella, a partire dal 2008, sono stabilmente scesi al di sotto del milione di ettari e negli anni successivi hanno mostrato  una  riduzione  pressoché  costante. Il motivo è  da  ricondurre  da  un  lato,  ad  un mercato fortemente variabile, dall’altro, al clima sempre più spesso avverso alla coltura determinando minori rese, maggiori costi di produzione e problematiche di ordine sanitario della granella.

Il deficit strutturale della bilancia commerciale della granella di  mais  è peggiorato, nel confronto tendenziale, in conseguenza della sensibile crescita dei volumi importati; a ciò è  corrisposto  anche  un  lieve  incremento  dei  prezzi  all’import,  dinamica  in  linea  con  l’andamento nazionale  e  mondiale  dei  prezzi  della  granella.  Anche  per  la  soia,  si  rileva  nel  medesimo  riferimento temporale, un aggravio del deficit di bilancio in ragione, però, esclusivamente dei maggiori quantitativi richiesti sui mercati esteri,  dato che i prezzi medi all’import sono risultati in calo.  Al contrario,  per le farine di soia  è emerso un miglioramento del disavanzo commerciale dovuto alla riduzione dei volumi importati e anche della flessione dei prezzi medi all’import.

Dopo  la  lieve  contrazione  dello  scorso  anno,  l’offerta  mondiale  di  mais  per  la  campagna  di commercializzazione 2016/17  dovrebbe superare, i livelli record del 2014. Tale risultato appare largamente diffuso a livello territoriale, con maggiori incrementi in USA, Brasile e Ucraina.  Anche la produzione mondiale di soia viene proiettata in aumento in tutti i principali paesi produttori, fatta eccezione per l’Argentina.

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