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Testo Unico sul Vino: etichette più chiare e recupero dei vigneti storici/Parte2

Testo Unico sul Vino: etichette più chiare e recupero dei vigneti storici/Parte2

Più trasparenza per il consumatore: il nome di un vitigno può comparire in etichetta solo se in quantità superiore al 15%. Per i vini Doc e Igt arriva il codice alfanumerico per la tracciabilità da ‘leggere’ con il cellulare, in alternativa ai contrassegni di stampo.

Leggi la Prima Parte: cosa cambia su controlli e sanzioni

di Emanuela De Pinto

Continua il nostro focus sul Testo Unico sul Vino approvato di recente in via definitiva dal Parlamento. Nella prima parte ci siamo occupati, ricercando tra i 90 articoli che compongono la nuova legge, dei cambiamenti per le sanzioni pecuniarie in caso di ritardo dei produttori sulle dovute dichiarazioni, in particolare della possibilità di usufruire del ‘ravvedimento operoso’, ma abbiamo parlato anche di semplificazione burocratica. Si introduce, infatti, il Registro Unico dei controlli (Ruci) per evitare sovrapposizioni nelle dovute verifiche e, di conseguenza, insopportabili rallentamenti sulla produzione. Oggi analizziamo altre importanti novità. Ecco quali:

Recupero e valorizzazione dei vigneti storici 

E’ l’art.7 ad introdurre una maggiore tutela dei vigneti storici, specificando: “Lo Stato promuove interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei vigneti delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, di seguito denominati “vigneti eroici o storici”. Tali vigneti “sono situati in aree vocate alla coltivazione della vite nelle quali le particolari condizioni ambientali e climatiche conferiscono al prodotto caratteristiche uniche, in quanto strettamente connesse alle peculiarità del territorio d’origine”. Va in questo senso anche quel lavoro di recupero e valorizzazione dei vitigni autoctoni che fanno dell’Italia un punto di forza, dando al vino identità e riconoscibilità sul mercato mondiale. Se è vero che il vino è il racconto di un territorio, allora perché continuare a correre dietro i soliti vitigni internazionali di stampo francese, invece che concentrarsi sul ripristino dei nostri antichi vitigni, alcuni dei quali a rischio estinzione oggi?

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Più trasparenza in etichetta: innovazione e tecnologia

Per il consumatore il Testo Unico sul Vino prevede etichette più chiare. Importante, ad esempio, è la novità secondo cui, (Art.45 – Disposizioni per l’utilizzo dei nomi di due o più varietà di vite) il nome di un vitigno può comparire in etichetta solo se rappresenta un quantitativo superiore al 15% del totale delle uve utilizzate: un modo per evitare che un produttore possa creare certi vini non particolarmente pregiati, con l’intento di sfruttare il prestigio e il nome di un solo vitigno, imponendo un costo non adeguato al consumatore. Inoltre, spazio all’innovazione tecnologica in alternativa ai tradizionali contrassegni di stampo per i vini Doc e Igt. I produttori, chiarisce il Comma 8 dell’art. 48, “possono avvalersi di un sistema telematico di controllo e tracciabilità alternativo per i vini confezionati a Doc e Igt che, attraverso l’apposizione in chiaro, su ogni contenitore, di un codice alfanumerico univoco non seriale o di altri sistemi informatici equivalenti, renda possibile l’identificazione univoca di ciascun contenitore immesso sul mercato”. Basterà il nostro cellulare per ‘leggere’ il codice e avere tutte le verifiche sull’autenticità del prodotto.

Utilizzo delle denominazioni geografiche

Altra novità è la possibilità di indicare il nome di una Dop/Igp più grande di quella del vino imbottigliato. E’ quindi consentito, ad esempio, citare in un’etichetta di “Barolo” la Doc Piemonte al fine di indicare la collocazione territoriale della denominazione, ma “a condizione che tale indicazione veritiera sia nettamente separata dalle indicazioni obbligatorie e riportata nell’ambito delle informazioni complementari relative alla storia del vino, alla provenienza delle uve e alle condizioni tecniche di elaborazione”, come dice l’Art.44 della nuova legge.

I commenti

Le organizzazioni della filiera vitivinicola hanno espresso piena soddisfazione per l’approvazione, in via definitiva alla Camera, del Testo unico della Vite e del Vino. “Si tratta di un provvedimento che porterà da subito numerose semplificazioni e facilitazioni per gli operatori, frutto – commentano Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc, Assoenologi – di un lavoro intenso durato anni, che ha visto impegnati tutti i gruppi parlamentari e le organizzazioni del settore vitivinicolo, uniti dal comune intento di semplificare, innovare e valorizzare un comparto strategico per il Made in Italy. Rivendichiamo con orgoglio che il nostro Paese è il primo che si è dotato di un unico strumento a livello europeo, in grado di conferire maggiore competitività alle nostre imprese”.

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