Vendemmia, mai così scarsa. La qualità farà la differenza

Share

Produzione in calo del 15%, il dato peggiore dal 1950. La Francia sorpassa l'Italia. L'enologo Cotarella: "La quantità non è tutto, in Umbria aumenta il gap tra i vignaioli più e meno bravi"

di Emanuela De Pinto

Vendemmia, annus horribilis. Ci eravamo preparati al peggio, a furia di acquazzoni e fulmini, e adesso che è arrivato il momento è un tormento: tutti vogliono sapere a quanto ammontano i danni per il maltempo. La Coldiretti parla di un taglio di oltre il 15 per cento rispetto allo scorso anno. Così, il 2014 rischia di classificarsi come la vendemmia più scarsa dal 1950, con una produzione di vino che potrebbe scendere fino a 41milioni di ettolitri. Le ultime settimane di settembre, però, potrebbero fare ancora la differenza. Altro dato, che farà sogghignare i cugini francesi, è che l’Italia, sempre secondo Coldiretti, perderà il primato mondiale nella produzione di vino. La Francia ha infatti stimato una produzione di 47 milioni di ettolitri, secondo l’Istituto del Ministero dell’agricoltura d’Oltralpe.

L'enologo umbro Riccardo Cotarella, presidente dell’Associazione Enologi Enotecnici Italiani e del Comitato Scientifico del Padiglione vino per Expo 2015, conferma il quadro disastroso, ma i numeri non sono tutto. “L’andamento climatico non ha mai avuto queste estremità, è vero. Ma non mi preoccupa perdere il primato di quantità, quanto quello della qualità del nostro vino. Per quanto mi riguarda e per i ruoli che rivesto, posso dire che faremo di tutto per mantenere l’eccellenza dei vini italiani, compatibilmente con la stagione. Di certo, se l’Italia piange, la Francia non ride. Le sue zone migliori, Bordeaux e Borgogna, hanno subìto un clima ugualmente sfavorevole alla produzione di vino, esattamente come l'Italia. Per cui, lascio le previsioni ai veggenti. Anche Assoenologi ha stimato un calo della produzione del 15 per cento, ma non possiamo andare a naso. Intanto, bisognerebbe sostenere la meritocrazia: dei produttori, delle uve e dei terreni. E poi pensare ai numeri".

L’Umbria, che con i suoi 18mila ettari di vigneto e una produzione nel 2013 pari a 800mila ettolitri, non è stata immune ai danni del maltempo. “A soffrire di più sono le uve rosse – spiega Cotarella –  I produttori, per fronteggiare le possibili malattie della vite, hanno faticato molto. Anche qui, quindi, siamo in pieno mare agitato e speriamo di rimanere in barca. Ad ogni modo, in Umbria si assottiglia sempre di più il gap tra i vignaioli più meritevoli e quelli meno bravi”.

In Italia, la vendemmia coinvolge 650mila ettari di vigne. Dei quali ben 480mila DOCG, DOC e IGT e oltre 200mila aziende vitivinicole per le quali si attiva un motore economico che genera quasi 9,5miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino, realizzata per oltre la metà all’estero. Un comparto che dà lavoro a 1,25 milioni di persone, tra cantinieri, enologi, distribuzione commerciale e attività connesse e di servizio. Per ogni grappolo di uva raccolta – spiega Coldiretti – si attivano ben diciotto settori di lavoro all’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro.      

Share

You might also like More from author

Leave A Reply

Your email address will not be published.