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Vinitaly compie 50 anni, il salone italiano del vino motore dell’export

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L’evento annuale si svolgerà come consueto a Verona, dal 10 al 13 aprile. Questa edizione vedrà la partecipazione di più espositori internazionali e la netta divisione tra attività per professionisti e appassionati.

di Redazione

Evento fieristico tra i più conosciuti a livello internazionale, quest’anno racconta mezzo secolo di storia dell’Italia che attraverso il vino ha saputo farsi conoscere e apprezzare in tutto mondo. La 50esima edizione di Vinitaly, il salone dedicato a vini e distillati che si terrà a Verona dal 10 al 13 aprile, è stata presentata mercoledì scorso a Roma. Più di 4mila espositori e oltre 100mila metri quadrati netti di spazi dedicati agli operatori del settore: una piattaforma b2b mastodontica, che quest’anno rappresenta un settore che nel 2015 ha superato i 5,4 miliardi di euro grazie all’export, con una crescita del 5,4% sul 2014.

Alla presentazione, alla quale erano presenti il presidente e il direttore generale di Veronafiere, Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, il presidente dell’Unione Italiana Vini Domenico Zonin, il  presidente di Federvini Sandro Boscaini, il  direttore coordinamento Promozione Made In Italy ICE-Agenzia Giovanni Sacchi e il sindaco di Verona Flavio Tosi, sono state illustrate alcune delle novità dell’edizione 2016. Tra queste, la netta divisione tra attività b2b e iniziative b2c, ovvero tra quelle riservate ai professionisti del settore e quelle per i consumatori o semplici appassionati.

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“Per il 2016 – ha spiegato Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – abbiamo investito 8 milioni di euro per aumentare il già alto tasso di internazionalità di Vinitaly, con 55mila operatori stranieri da 141 nazioni presenti nel 2015, pari al 37% del totale. Quest’anno avremo mille buyer selezionati in più dall’estero, grazie al potenziamento dell’incoming, in particolare da Paesi target quali Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Paesi Scandinavi, Polonia, Usa e Canada, Russia, Giappone e Cina. Un’attività che ci vede collaborare attraverso azioni congiunte con i ministeri  delle Politiche agricole  e dello Sviluppo economico e con ICE-Agenzia. Sarà un’edizione di Vinitaly 3.0 anche grazie alla attività che farà il Mipaaf e che prevede la presenza anche di Jack Ma di Alibaba”.

L’edizione 2016 vedrà anche la partecipazione di più espositori internazionali, sia nel padiglione Vininternational (dove ci saranno i più importanti Paesi produttori come Spagna, Georgia, Azerbaijan, Australia, Serbia, Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Cina, Portogallo e Argentina), sia nei saloni Vinitalybio e Vivit. Inoltre, per professionalizzare ulteriormente le presenze in fiera, verranno introdotti nuovi e più stringenti sistemi di registrazione in ingresso, mentre ai ‘wine lover’ verranno offerti quattro giorni di degustazioni ed eventi dedicati in città nel fuori salone Vinitaly and the City, dall’8 all’11 aprile.

“Sono più di 4mila le ragioni per prendere parte al 50esimo Vinitaly – ha detto Gianni Bruno, area manager wine&food di Veronafiere – tante quante le aziende che ogni anno partecipano al salone. Insieme a Vinitaly, come sempre, sono in programma le manifestazioni specializzate Sol&Agrifood ed Enolitech, in una sinergia che valorizza, in chiave business, l’appuntamento fieristico a livello internazionale, l’unico in grado di fornire una panoramica completa a livello di filiera. Siamo intervenuti anche sulla logistica del quartiere con l’ampliamento di 1.500 metri quadrati del padiglione 10 e il rafforzamento della copertura wi-fi, in grado di garantire ora il 30% di connessioni in più”.

Domenico Zonin, presidente di Unione Italiana Vini, ha dichiarato che “il traguardo delle cinquanta edizioni di Vinitaly offre l’occasione per rilanciare verso un orizzonte di sistema, ad iniziare dal Ministero e dalle Regioni, ai quali sollecitiamo l’approvazione rapida del nuovo decreto dell’OCM promozione, in grado di supportare con efficacia le aziende nelle loro azioni promozionali nei Paesi terzi e di sostenere, così, il nostro export”. L’Uiv fornisce importanti servizi al settore vitivinicolo, in particolare attraverso due progetti di integrazione: l’Osservatorio del Vino, che vorrà condividere un percorso insieme al Vinitaly proponendosi come punto di riferimento istituzionale e per le aziende del settore, in grado di fornire statistiche, analisi di mercato e di filiera univoci, garantendo sicurezza e affidabilità del dato economico, e UNIVIR 2020, che punta a riorganizzare il sistema della ricerca e dell’innovazione in vitivinicoltura (vedi i numeri più importanti del vino in fondo all’articolo).

Lungarotti vinitalyOltre a portare buyer da tutto il mondo in fiera, Vinitaly da un quarto di secolo è presente durante l’anno nei più importanti mercati internazionali con iniziative educazionali, di networking e commerciali di supporto al business delle aziende, grazie all’attività di Vinitaly International, che rappresenta il suo braccio operativo all’estero. Ma pur guardando costantemente al futuro, la fiera internazionale non dimentica la sua storia. Ad Angelo Betti, che nel 1967 ebbe l’intuizione di lanciare Vinitaly, Veronafiere intitola da quest’anno il Premio Benemeriti della Vitivinicoltura, che dal 1973 viene assegnato ai grandi interpreti del mondo enologico italiano. Alle 48 aziende che dalla prima edizione accompagnano Vinitaly, durante la conferenza stampa di Roma, è stato consegnato un diploma per “50 Vinitaly insieme”. Tra queste, la cantina di Torgiano Giorgio Lungarotti, brand umbro che da oltre 30 anni è ambasciatore del vino italiano di alta qualità in tutto il mondo.

www.vinitaly.com

I NUMERI DELL’OSSERVATORIO DEL VINO

I dati del settore vitivinicolo italiano forniti dall’Osservatorio del Vino, promosso dall’Unione Italiana Vini con partner istituzionali di primario livello (ISMEA, CREA, e altri):

  • Aziende vitivinicole italiane: circa 310 mila, 21% sul totale imprese agricole;
  • Occupati: 1milione e 250mila addetti in tutta la filiera;
  • Produzione 2015: 47 milioni hl di vino (+12% rispetto al 2014);
  • Ettari vitati: 637.634 (4% della SAU, Superficie Agricola Utilizzata) – di cui 334mila (52%) docg e doc e 156mila (24%) a Igt;
  • Le denominazioni di origine: 73 Docg, 332 Doc e 118 Igt;
  • Valore totale della produzione all’origine (anno 2014): 3,9 miliardi di euro (1,9 docg e doc – 0,8 igt – 1,2 vini da tavola);
  • Fatturato complessivo delle aziende vinicole (anno 2014): 12,4 miliardi (pari al 9,4% del fatturato dell’industria agroalimentare e al 7,2% del fatturato agricolo);
  • Export totale anno 2015 (con variazioni sul 2014): 5,4 miliardi di euro (+5,4%).
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