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Approvato alla Camera il Testo Unico del Vino. Quali novità?

Approvato alla Camera il Testo Unico del Vino. Quali novità?

Taglio del 50% alla burocrazia che frena il lavoro in cantina, maggiore tracciabilità per i vini Doc e Igt, riconoscimento giuridico dei vitigni autoctoni e di quelli storici.

di Redazione

Il Testo Unico del Vino ha concluso il proprio iter alla Camera dei Deputati con l’approvazione degli 89 articoli con il voto di tutti i gruppi parlamentari. Adesso il provvedimento passa al Senato. “Il testo è frutto del lavoro della Commissione Agricoltura della Camera, del contributo del Tavolo di filiera e della volontà del Ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina. Un metodo partecipato – ha detto Luca Sani, presidente della Commissione Agricoltura – che ha consentito di portare in aula una proposta di legge rispondente alle esigenze di tutela del patrimonio vitivinicolo italiano e funzionale all’incremento di competitività delle aziende vinicole italiane. Nel 2017, anche grazie a questa legge, mi aspetto di poter ampiamente superare il record di export di vino nel 2015, 5,4 miliardi di euro, andando oltre i 6 miliardi”.

Il testo raccoglie e mette a sistema la complessa normativa su produzione, tutela e commercializzazione del vino, con importanti innovazioni sul fronte della semplificazione burocratica e degli adempimenti dei produttori, oltre che del sistema dei controlli grazie all’introduzione del Sian e del principio ‘una cantina, un organismo di controllo’.

Novità anche sulle sanzioni con l’introduzione del ravvedimento operoso, della possibilità di avvalersi di un sistema telematico di tracciabilità alternativo per i vini confezionati Doc e Igt e, infine, del riconoscimento giuridico delle varietà autoctone. Viene infatti definito come “vitigno autoctono italiano” quello appartenente alla specie Vitis vinifera di origine esclusivamente italiana e che è coltivato all’interno del territorio nazionale.

“Il dibattito delle ultime settimane  – spiega Sani – è riuscito a introdurre ulteriori elementi: l’evoluzione del testo riguardante la fermentazione fuori dal periodo vendemmiale, il riconoscimento del valore dei vigneti storici, il contrasto all’evocazione dell’origine, la possibilità di autorizzare tipografie private a realizzare le fascette del contrassegno di stato”.

Sull’approvazione del Testo unico del Vino sono arrivati diversi commenti dalle associazioni di categoria. “Il Testo unico sul Vino taglia del 50% il tempo dedicato alla burocrazia che dal vigneto alla bottiglia rende necessario adempiere a più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti, che richiedono almeno 100 giornate di lavoro per ogni impresa vitivinicola, per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Un risultato di una lunga mobilitazione che – ha precisato Moncalvo – auspichiamo possa giungere presto ad una approvazione definitiva con la conferma delle semplificazioni introdotte e il rapido esame da parte della Senato, a distanza di oltre due anni dall’avvio dei lavori parlamentari. La burocrazia è considerata dai vitivinicoltori il principale ostacolo al loro lavoro che nel 2015 ha consentito di realizzare un fatturato record di 9,7 miliardi soprattutto grazie all’export che è stato di 5,4 miliardi e risulta in ulteriore aumento del 3% nel primo semestre del 2016”.

Intanto, buone notizie sul fronte della produzione. L’Italia conquista nel 2016 il primato mondiale nella produzione stimata in circa 49 milioni di ettolitri, mentre la Francia con un calo del 10% dovrebbe attestarsi a 42,9 milioni di ettolitri e potrebbe addirittura perdere il posto d’onore a vantaggio della Spagna, dove le prime stime parlano di valori attorno ai 45 milioni di ettolitri, secondo Coldiretti. Se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione Made in Italy sarà destinata per oltre il 40% – precisa Coldiretti – ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30% ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% a vini da tavola, con 650mila ettari di vigne e oltre 200mila aziende vitivinicole.

Tutti i contenuti del provvedimento

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