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Biologico e Ogm, le ragioni di due visioni agli antipodi/Parte 2

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Agricoltura biologica e organismi geneticamente modificati, due voci autorevoli a confronto: nel precedente articolo abbiamo sentito il professore Fabio Maria Santucci. Oggi parliamo con Roberto Defez, ricercatore Cnr: perché dice sì agli Ogm, studi e dati alla mano

di Emanuela De Pinto

Il cibo biologico è davvero migliore rispetto a quello convenzionale? E cosa dicono le voci fuori dal coro sugli Organismi geneticamente modificati? Spesso si tratta di falsi miti e paure ingiustificate. Ne è convinto Roberto Defez, primo ricercatore dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (Ibbr) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. A luglio è uscito il suo ultimo libro, edito da Carocci-Città della Scienza: “Il caso Ogm, il dibattito sugli organismi geneticamente modificati”.

biologicoL’opinione e il lavoro di Defez avallano studi ormai famosi, come quello dell’American Journal of clinical nutrition secondo cui il valore nutrizionale degli alimenti biologici non differisce da quello dei prodotti convenzionali. “C’è un po’ più di azoto nel cibo tradizionale, componente degli amminoacidi e di conseguenza delle proteine, – spiega il ricercatore a Saperefood – perché la fertilizzazione dei suoli è migliore, mentre c’è un po’ più di fosforo nel cibo biologico”. Parlare con dati alla mano, dunque.

Defez cita i risultati di un altro studio sanitario, pubblicato proprio a marzo 2014, durato oltre nove anni. L’indagine ha preso in esame 623mila donne di mezza età, nel Regno Unito, dividendole in tre categorie: donne che non mangiavano mai biologico, donne che mangiavano talvolta qualcosa di biologico, donne che mangiavano solo biologico. Alla fine dello studio, tra le donne che nell’arco di 9 anni si sono ammalate di cancro, non è stata rilevata alcuna significativa incidenza della malattia che dipendesse dal cibo biologico o convenzionale consumato. “Il biologico non può essere quindi una cura, ma non fa nemmeno male. Consumare cibo biologico o meno è una scelta di opinione, non c’è danno né santità”, spiega l’esperto.

Sulla sostenibilità dell’agricoltura biologica è il caso di ricordare ancora uno studio, quello pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of United States of America, in cui s’immagina di sfamare il mondo solo con le tecniche naturali degli anni ’60. Ebbene, seguendo questo tipo di agricoltura bisognerebbe deforestare e rendere coltivabile una superficie grande più o meno quanto la Russia. Tutt’altro che green. “Non ci rendiamo conto – dice il ricercatore del Cnr Roberto Defez – che quasi ogni dodici anni gli abitanti del pianeta aumentano di un miliardo, e che se ci affidassimo solo alle tecniche biologiche riusciremmo a sfamare meno di un terzo della popolazione mondiale. Un futuro totalmente biologico è pericoloso. Deve rimanere una pratica di nicchia, non è la soluzione del problema fame nel mondo”.

ogmAndiamo oltre, parliamo di Organismi geneticamente modificati. A giugno scorso ha fatto scalpore la lettera di oltre 700 imprenditori agricoli padani che chiedevano ai nostri parlamentari il riconoscimento “della libertà di ricerca scientifica e quella di impresa”. In sostanza, vogliono coltivare Ogm. L’iniziativa era nata intorno al blog Salmone.org, creazione di Roberto Defez, appunto, da sempre a favore della sperimentazione. “Su questo argomento – dice – ci si limita a schierarsi, senza raziocinio. C’è chi diffonde paure e sospetti, senza dati e documenti. Attualmente in Italia non ci sono coltivazioni Ogm, – spiega – ma la maggior parte dei mangimi utilizzati negli allevamenti comprende soia e mais geneticamente modificati, che vengono  importati da Stati Uniti, Canada e America Latina”.

cotone ogmIl recente accordo politico dei ministri dell’Ambiente dell’Ue, dopo un dibattito lungo quattro anni, ha stabilito che saranno gli Stati membri a decidere se coltivare o vietare – parzialmente o completamente – gli Ogm sul loro territorio. “La questione – commenta Defez – non è impiantata su dati scientifici ma su un pregiudizio ideologico, che non è mai riuscito a produrre elementi tecnici sperimentali quantitativi tali da motivare le scelte politiche. Sono Ogm il 12% di tutte le coltivazioni nel mondo. Oggi in Italia importiamo una trentina di differenti Ogm autorizzati, soprattutto da Sud America, Cina e India. I due bersagli sono i mangimi e il cotone. Il 70% del cotone prodotto nel mondo è Ogm: noi ci vestiamo di cotone, le banconote hanno una trama di cotone, le garze mediche sono di cotone. E’ come fare uno skin test su scala mondiale: ebbene, non si riscontra nessuna reazione allergica. Anche quando la garza è a contatto con il nostro sangue”.

Perché essere a favore degli Ogm? “Basti pensare che il cotone Ogm ha un gene che permette di resistere ai parassiti, e in India è stato dimezzato l’uso degli insetticidi. Lo stesso gene è stato introdotto nel mais Ogm. Gli studi effettuati negli ultimi 20 anni concordano sul fatto che gli organismi geneticamente modificati in commercio non causano problemi sanitari. Grazie agli Ogm abbiamo ridotto gli insetticidi nel mondo. Le stime – conclude Defez – ci parlano di 56mila tonnellate prodotte in meno in 16 anni”.

Leggi la Parte1: conversazione con il professore Fabio Maria Santucci

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