Bluetongue in Umbria, a metà ottobre parte la vaccinazione

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Riguarderà i bovini e gli ovicaprini. Lo ha annunciato l'assessore regionale Cecchini al "Tavolo verde". Possibili indennizzi per gli allevatori. "La situazione è sotto controllo"

di Redazione

“In Umbria la situazione epidemiologica della febbre catarrale degli ovini è sotto controllo e non c’è motivo di allarme: la Regione ha già attivato un piano straordinario di controllo e nel giro di poche settimane partirà anche la campagna vaccinale per proteggere gli animali dall’infezione, riducendo allo stesso tempo i danni economici per gli allevatori”.

Lo ha detto l’assessore all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, illustrando al “Tavolo verde” riunito questo pomeriggio le misure intraprese per contrastare la bluetongue, la malattia infettiva non contagiosa dei ruminanti, che colpisce in particolare gli ovini ed è trasmessa da insetti culicoidi.

Cecchini, in sostanza, ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi da SapereFood. “Focolai di bluetongue – ha detto – sono stati individuati in aree di entrambe le province umbre, in particolare nel Ternano. Nelle zone con infezioni in atto sono scattate le misure di restrizione previste, a cominciare dal blocco della movimentazione degli animali sensibili, bovini e ovicaprini, verso il restante territorio nazionale e comunitario con la possibilità di attuare deroghe in caso, ad esempio, di animali vaccinati”.

L’Azienda sanitaria ha già avviato le procedure per l’acquisizione del vaccino (qui il nostro servizio in anteprima). Si stima che dalla metà di ottobre possa essere avviata la vaccinazione che interesserà l’intero patrimonio sensibile, a partire dai bovini, e sarà effettuata continuativamente. Si procederà in direzione centripeta dalle zone più distanti dai territori con infezioni in atto, in modo da creare una sorta di cordone sanitario.

A tutela del reddito dei produttori potranno inoltre essere attivate anche le disposizioni della legge regionale del 2004 in materia di blue tongue.

Al “Tavolo Verde” sono state poi illustrate le misure di prevenzione dei danni agli oliveti causati dal batterio “Xylella fastidiosa”. In Umbria, a differenza di altre regioni, “il batterio non ha colpito oliveti e non si segnalano nemmeno attacchi a piante ornamentali o a frutteti. I tecnici del Servizio Fitosanitario regionale hanno eseguito 30 sopralluoghi in oliveti con presenza di disseccamenti. I campioni prelevati ed analizzati da un laboratorio specializzato di Bari hanno dato tutti esito negativo”.

Tuttavia, un nucleo di tecnici verrà appositamente formato allo scopo di riconoscere e segnalare al Servizio sanitario regionale casi sospetti così da procedere tempestivamente al campionamento ed alle analisi e, se del caso, alla distruzione delle piante infette.

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