Share
Cibo e turismo, un ponte tra Umbria e Cina

Cibo e turismo, un ponte tra Umbria e Cina

Durante “China Days”, la due giorni organizzata dalla Regione dedicata all’interscambio tra imprese, illustrati i risultati della collaborazione con il Paese asiatico: export a +12%. Accordi sul fronte dell’agricoltura e della sicurezza alimentare.

di Redazione

Le relazioni politiche ed economiche tra Umbria e Cina stanno dando frutti, con importanti risultati sul piano dell’export che, nel 2015, ha registrato un incremento del 12%. Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale e assessore al Turismo, Fabio Paparelli, intervenuto ai workshop di “China Days”, la due giorni dedicata all’interscambio tra imprese che si sono svolte a lunedì 4 a Perugia e martedì 5 a Terni.

All’iniziativa, inaugurata nel capoluogo dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, sono intervenute alcune tra le più importanti imprese umbre che operano in Cina in diversi settori, tra cui per l’alimentare l’Università dei Sapori, rappresentata da Anna Rita Fioroni, e Farchioni Group, con Livio Rotini. “La seconda edizione del China Day – ha detto la presidente – è la testimonianza del nostro concreto impegno nel dare continuità all’iniziativa della Regione Umbria verso la società, il mercato, i territori cinesi nell’ambito di una sfida più grande e irrinunciabile del Sistema Italia”.

china daysUn mercato irrinunciabile per l’Italia e per l’Umbria. “Con tassi di crescita sostenuti – ha rilevato l’assessore Paparelli – la  Cina è una delle più grandi economie mondiali. Lo ha confermato il presidente dell’Ice, Riccardo Maria Monti, sottolineando come l’attuale crescita del Pil, più 6,9%, è superiore in termini di valore assoluto a quella di qualche anno fa, per cui il lieve calo è solo fisiologico. Nei prossimi 10-15 anni si prevede che saranno 250 milioni i cinesi benestanti, che fa così della Cina un mercato irrinunciabile per le nostre imprese”.

UMBRIA E CINA, ALLEANZA SOTTO IL SEGNO DI EXPO

Secondo quanto riferito, l’export verso il Paese asiatico è cresciuto in valori assoluti da circa 53,6 milioni di euro del 2014 ad oltre 61 milioni di euro nel 2015. E il Food&Beverage, con un incremento fino al 22%, è tra i principali settori che hanno contribuito all’impennata. In particolare, ciò che contribuisce alla diffusione del “brand Umbria” è lo stretto legame tra produzioni alimentari e turismo. Tema, quest’ultimo, a cui era dedicato in modo specifico il secondo dei due China Days, svoltosi presso il “Caos” di Terni con la collaborazione della Fondazione Italia-Cina. “L’Umbria – ha spiegato sempre Paparelli – è la meta giusta per chi apprezza le cose autentiche, e l’intreccio tra tradizioni e innovazioni è il punto da cui la Regione è partita per farne una meta di forte appeal”.

E sempre in ambito agroalimentare, come precisato, sono in corso relazioni con le province e le città cinesi del sud-ovest. Sono stati sottoscritti infatti accordi con Chongqing, Yunnan e Sichuan sull’interscambio di tecnologie in agricoltura, nella sicurezza alimentare, nel settore della protezione ambientale, in ambito universitario e sul turismo. Inoltre, l’Università di Perugia ha realizzato un importante partnership con la Chongqing University of Arts and Sciences per l’adesione, il supporto e il sostegno alla costituzione del “China Europe Cultural Heritage Center”, che opererà nel campo dell’antropologia culturale e della tutela dei beni culturali. Infine, entro quest’anno, partirà a Perugia un master in sicurezza alimentare in inglese rivolto agli studenti cinesi.

Leave a Comment