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Cosa succede sul mercato agroalimentare italiano, il punto sui prezzi

Cosa succede sul mercato agroalimentare italiano, il punto sui prezzi

Continuano a impennare i prezzi degli oli. Stabili i mercati di vino, carni e ortofrutta. Niente scossoni sul costo del latte

di Redazione

Mercato agroalimentare, chi sale e chi scende. Secondo l’Overview settimanale sul food pubblicata da Ismea, è prevista in questi giorni un’ulteriore impennata dei prezzi dell’olio. Un rialzo dovuto alle ridotte disponibilità di prodotto, anche tra i lampanti e i raffinati, che stanno influenzando gli scambi e le quotazioni soprattutto sulle piazze spagnole con effetto domino sugli altri mercati.

Ancora calma piatta nel settore vitivinicolo, con quotazioni stazionarie ad eccezione dei vini bianchi comuni spagnoli, in marginale miglioramento, ma venduti a prezzi fortemente competitivi rispetto agli italiani. Questi ultimi, al contrario, potrebbero subire lievi ribassi in un mercato debole sul fronte delle richieste.

Per gli ortaggi, mentre scendono i prezzi di carciofi, asparagi, zucchine e melanzane, l’Ismea rileva una inconsueta tenuta per patate novelle e meloni, con il mercato che resta in questa fase presidiato solo dal prodotto siciliano. Pomodori e peperoni mantengono un trend al rialzo, mentre i prodotti frutticoli sembrano essenzialmente stabili. Scambi regolari con prevedibili ulteriori riduzioni dei prezzi per le fragole, anche a seguito dell’entrata in produzione degli areali emiliano-romagnoli e dell’avvio, ormai imminente, delle operazioni di raccolta nel Veronese, che rappresenta il principale polo produttivo del Nord Italia. Da segnalare, inoltre, l’aumentata pressione del prodotto di importazione, essenzialmente spagnolo, venduto a prezzi competitivi anche nell’esigenza di superare problemi di conservazione. Ancora scarsa la produzione di frutta estiva, con i raccolti europei stimati in calo del 4% (fonte Europech) a causa del maltempo che ha interferito nella fioritura. Al contrario dovrebbe aumentare dell’1% la produzione comunitaria di pesche, nettarine e percoche, mentre appare regolare la situazione in Italia per le ciliegie, ormai in fase di allegagione. 

Passiamo al comparto zootecnico, dove continua il ribasso dei suini da macello. Sempre secondo l’Istituto, il lungo fine settimana coincidente con il primo maggio potrebbe imprimere una spinta all’attività di macellazione, ma sul circuito delle carni gli operatori restano prudenti, in presenza di stock europei ancora rilevanti per le mancate vendite in Russia.

Per il bestiame bovino, prosegue l’analisi,  i mercati dovrebbero confermare una situazione di calma generale, anche se le carni continueranno a subire le interferenze dei tagli di importazione, soprattutto francesi, penalizzate dalle vendite in promozione della grande distribuzione. Graduale miglioramento per il pollame, grazie a una domanda in lieve ripresa, mentre tenderanno a peggiorare ulteriormente conigli e uova, in una fase di riduzione dei consumi in linea con i normali andamenti stagionali. 

Siamo al lattiero caseario, con prospettive di miglioramento per i formaggi grana, viste le crescenti richieste da parte degli stagionatori-grossisti. Nel mese di febbraio le consegne di latte in Italia hanno fatto segnare il primo arretramento da inizio campagna (-1,7% rispetto allo stesso mese del 2014), anche se in undici mesi (da aprile 2014 a febbraio 2015) hanno accumulato una crescita del 2,6% su base annua. Il prezzo del latte crudo alla stalla non dovrebbe comunque subire ulteriori scossoni in Italia, mentre sui circuiti internazionali prosegue la flessione per burro e latte in polvere.

Per i cereali, infine, Ismea conferma la riduzione dei prezzi del grano duro, scesi ormai sotto la soglia dei 300 euro alla tonnellata e attesi ancora al ribasso. I mercati manterranno un trend negativo anche per frumento tenero e mais, mentre i semi di soia, in questa fase stazionari, subiranno a breve le pressioni dell’offerta, con l’arrivo ormai imminente dei raccolti brasiliani e argentini.

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