Crescita e svilippo dell’agroalimentare: mobilitazione nazionale di Fai Cisl

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Il sindacato si riunisce a Ponte San Giovanni per fare il punto sulle principali vertenze che riguardano alcuni tra i più grandi gruppi industriali dell’Umbria

di Redazione

Una giornata di mobilitazione per la crescita e lo sviluppo del settore agroalimentare. Organizzata per il 30 gennaio su tutto il territorio nazionale dal sindacato Fai Cisl, si terrà anche in Umbria, a partire dalle ore 9.30 all’Hotel Decò di Ponte San Giovanni.

E’ una manifestazione con cui il sindacato intende ribadire la centralità del lavoro nella tutela dell’intero settore agroalimentare. Ecco perché alla manifestazione regionale, tra le altre cose, verrà fatto il punto sulle principali vertenze che riguardano alcuni tra i più grandi gruppi industriali del Food a livello locale, come Nestlé-Perugina, Colussi, Fattoria Novelli e Sanfaustino.

Oltre al lavoro dipendente, saranno molti altri i temi al centro del dibattito sollevato dal sindacato. Tra questi, la definizione di un Piano nazionale per la sicurezza del territorio e la ricostituzione della Cabina di Regia presso il Mipaaf per incentivare la forestazione produttiva e sostenibile. Ma anche il rilancio dell’impresa alimentare attraverso la definizione di un Piano Industriale nazionale che stimoli il lavoro regolare, della filiera bieticolo-saccarifera, dei consorzi di bonifica e dei settori allevamento e pesca. C’è poi, nel settore agricolo, la questione legata all’utilizzo dei voucher, il sistema di pagamento per le prestazioni occasionali in forma di ‘buoni’ a cui il sindacato si oppone fermamente.

“L’incontro – fa sapere il segretario generale regionale Fai Cisl Umbria, Dario Bruschi – sarà un’occasione per rilanciare gli strumenti a disposizione, come la solidarietà, che quest’anno è erogata al 60 per cento. Per questo chiediamo che venga ripristinato l’incentivo del 10 per cento, come nel 2014, che permetterebbe una boccata di ossigeno per questi lavoratori, che tra l’altro stanno vivendo una situazione di forte precarietà non avendo certezze sul proprio futuro lavorativo”.

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