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Danni all’apicoltura, a Perugia un convegno per difendersi dai parassiti

Danni all’apicoltura, a Perugia un convegno per difendersi dai parassiti

Organizzato dalla Regione Umbria per il prossimo 11 marzo. Verranno illustrati i risultati del progetto di ricerca nazionale del Mipaaf denominato BeeNet

di Redazione

Apicoltura nazionale e regionale, guardia sempre più alta. Dopo i gravi danni causati dal maltempo, ora le api devono vedersela con i parassiti, che in numero sempre maggiore attaccano gli alveari. Oltre alla varroa, quest’anno altri due terribili nemici minacciano il miele italiano: la vespa velutina (calabrone asiatico), che avanza dalla Ligura, e l’aethina tumida (coleottero dell’alveare), arrivata lo scorso settembre in Calabria.

Sarà questo uno dei temi che saranno affrontati nel corso di un incontro dedicato agli apicoltori umbri, organizzato dalla Regione Umbria a Perugia, nella la sala polivalente della Camera di Commercio di via Cacciatori delle Alpi per il prossimo 11 marzo alle ore 9.

All’appuntamento, che sarà presieduto dall’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, saranno illustrati i risultati del progetto di ricerca nazionale del Mipaaf denominato “BeeNet” (apicoltura in rete), che consiste in una capillare rete di monitoraggio regione per regione e in un sistema di segnalazioni di eventi anomali. In pratica, gli strumenti attraverso cui le istituzioni indagano sui problemi dell’apicoltura italiana.

Durante la riunione, alla quale prenderanno parte anche un rappresentante del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura di Bologna, oltre che docenti dell’Università degli Studi di Torino e di Bologna, saranno esposti i risultati del progetto BeeNet relativi al biennio 2013-2014. Saranno inoltre delineate alcune prospettive per il contenimento sia della vespa velutina che dell’aethina tumida e illustrata la sintomatologia degli avvelenamenti e delle patologie riscontrabili nell’alveare.

“Da questo incontro – afferma l’imprenditore agricolo e apicoltore nursino Silvano Agabiti – auspichiamo non solo risposte in merito a tutti i possibili strumenti di contenimento di questi due gravi parassitosi in grado di fronteggiare l’emergenza ma anche l’avvio di una stretta sinergia di tutti gli apicoltori che più direttamente, come e veri e propri operatori ecologici, vivono e conoscono il territorio, per esperienza e attraverso le loro api, tanto utili all’agricoltura”.

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