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I vini di Torgiano, Pinturicchio e un tacchino in tavola. Il Thanksgiving Day di Terre Margaritelli

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Il Giorno del Ringraziamento con Terre Margaritelli: tappa in cantina, a Miralduolo, poi l’emozione di un misterioso affresco del Pinturicchio, ‘Il Bambin Gesù delle mani’ svelato dopo 500 anni, e il pranzo a Villa Spinola della chef americana Jennifer Mcllvaine.

di Emanuela De Pinto

Il grande patrimonio ambientale dell’Umbria, con le vigne che si preparano al meritato riposo invernale, un misterioso capolavoro del Rinascimento che svela un’intricata storia degna del prossimo romanzo di Dan Brown, e  una ‘trasferta’ gastronomica a stelle e strisce per festeggiare il Thanksgiving Day, in una splendida villa italiana. Tutto in una sola giornata.

terre margaritelli viniE’ il succo dell’evento organizzato dalla famiglia Margaritelli, proprietaria dell’omonima azienda vitivinicola, Terre Margaritelli, e di Villa Spinola, residenza d’epoca alle porte di Perugia. Una famiglia che ha legato il proprio nome a questa terra fin dal 1870, ma che ha realizzato solo a partire dal 2000 il progetto di una cantina che fosse il perfetto emblema di un fazzoletto di Umbria particolarmente vocato alla produzione di vini rossi: Torgiano, tra le prime Doc in Italia.  

La giornata di ieri, giovedì 25 novembre, è iniziata con la visita in cantina: 60 ettari di vigna biologica, di cui 52 di vigneto a corpo unico sulla collina di Miralduolo, tra Perugia e Assisi. L’impianto, sviluppato tra il 2000 e il 2007, grazie al terreno argilloso, una buona esposizione solare, unitamente alla mano degli addetti ai lavori e dell’enologo, ha dato negli anni una sempre maggiore qualità nei vini prodotti, arrivando oggi a convincere e soddisfare naso e palato dei buoni intenditori.

pinturicchio2Dopo la degustazione, il trasferimento a Villa Spinola, sede della Fondazione Guglielmo Giordano. Qui riceviamo un grande regalo: poter ammirare un inedito affresco del Pinturicchio, datato 1492, che svela uno dei più scandalosi misteri rinascimentali. Protagonisti de “Il Bambin Gesù delle mani” papa Alessandro VI Borgia, la Madonna con il volto dell’affascinante Giulia Farnese, la quale tiene in grembo il figlio Gesù. Oltre al volto della bella Giulia, all’epoca amante del suddetto papa, che incarna la Vergine Maria, la scena mostra un gesto a dir poco singolare: il papa ‘giocherella’ con il piedino del Bambin Gesù, in adorazione. Suo figlio? Una scena considerata talmente blasfema che l’opera fu dapprima occultata in Vaticano, e poi ne fu ordinata la distruzione a metà Seicento.

pinturicchioMa una parte del magnifico dipinto murale del Pinturicchio si salva. E il Bambin Gesù ricompare nel circuito antiquario nel 2004, dopo 500 anni. La bellezza di questo affresco è disarmante, e porta con sé una storia nella storia. Incastonato nella corona del Bambin Gesù c’è dell’oro: il primo oro riportato da Cristoforo Colombo dal suo viaggio nelle Americhe, offerto in dono al papa. L’emozione è grande, e mette anche appetito!

All’ora di pranzo, due tavoli addobbati con colorate zucche e foglie rosse d’autunno accolgono i commensali. La chef americana Jennifer Mcllvaine, da Philadelphia a Bevagna per amore, ha cucinato ogni ben di Dio per il Giorno del Ringraziamento. Tanti contorni, da servirsi tutti rigorosamente in un unico piatto, preparano la scena per sua maestà il tacchino. Che viene prima massaggiato e lasciato marinare per qualche ora con una miscela di zucchero di canna, spezie e bourbon whiskey, e una volta cotto si gusta con una deliziosa cranberry sauce, la salsa di mirtilli. I piatti della tradizione che non possono mancare sulla tavola di ogni americano in questo giorno, spiega la chef, sono lo sformato di fagiolini con salsa di funghi e cipolle fritte, le patate dolci americane al forno servite con buccia di limone grattuggiata, il purè di patate, le cipolline alla panna, i cavolini di Bruxelles con speck, e  ancora l’insalata di barbabietole, finocchio e formaggio caprino. Il ripieno del tacchino varia, invece, in base alle tradizioni di ogni Stato. Per Jennifer è un ripieno di pane, sedano e salvia. Si finisce con una crostata e una cheesecake alla zucca, preparata con una crema di ricotta e panna acida, e un fondo di biscotti caramellati: la crisi d’astinenza una volta assaggiata è assicurata.  

Il tutto in abbinamento ai vini Terre Margaritelli: un bianco e due rossi. Il bianco di Torgiano Doc è il Costellato, uvaggio di Trebbiano, Fiano, Chardonnay e Voigner (solo acciaio), dai profumi eleganti e dalla struttura corposa. Il Miràntico, rosso di Torgiano Doc, è invece un blend di uve Sangiovese, Malbec e Canajolo (6 mesi in barrique di rovere francese proveniente dalla foresta di Betranges). Un vino che esalta il carattere del territorio e  la sua storia. Infine, degustiamo la riserva 100% Sangiovese, Freccia degli Scacchi. Colore rubino intenso e note profumate di viola, lamponi e frutti rossi. Un grande equilibrio tra frutto e legno  (24 mesi in barrique e 24 di affinamento in bottiglia), dalle note balsamiche, rinfrescanti ma mai coprenti.

Una giornata tra natura, arte, gusto e convivialità: essenza dell’Umbria che strizza l’occhio all’America.    

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