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Il meglio della Sagra del Tartufo di Spina di Campello: dietro le quinte ai fornelli

Il meglio della Sagra del Tartufo di Spina di Campello: dietro le quinte ai fornelli

Serata d’apertura della sagra (dal 29 luglio al 7 agosto) che celebra il tartufo estivo. Tra le cuoche del paese, per preparare agnello tartufato, sugo all’oca e frittata al tartufo. Quello vero.

di Emanuela De Pinto

Diciamolo: ci sono sagre e sagre. Comuni e associazioni che s’inventano di tutto pur di accalappiarsi visitatori in cerca di cibo locale, che poi tanto locale non è. A Spina di Campello, invece, il legame tra tartufo e territorio è un punto imprescindibile, e la Sagra del Tartufo estivo e dei prodotti tipici – giunta alla sua 33esima edizione – è un appuntamento fisso per l’intero comprensorio, e non solo.

Iniziata ieri, 29 luglio, la festa andrà avanti fino al 7 agosto con un ricco programma di eventi: dalla musica alla goliardia popolare, dal buon cibo alla convegnistica di settore. Già a pochi minuti dall’apertura della Taverna di Spina, con uno spazio all’aperto e uno al chiuso, molte le persone in attesa del proprio turno alla cassa. Chi torna tutti gli anni, chi è qui per la prima volta in attesa di assaporare le delizie locali e sua maestà il tartufo. Quello estivo, naturalmente.

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Facciamo un giro dietro le quinte per vedere la preparazione dei piatti in menù e sentire che atmosfera si respira ai fornelli. Indaffarate, ma sorridenti e pronte ad accoglierci, troviamo le signore Ida e Luisa, abitanti della Spina, munite di grembiule e copricapo, già dal primo mattino impegnate a condire, rosolare, impastare. Poco più in là, la giovane Maria Pia ha davanti una grande ciotola dove ha versato 80 uova: “Servono per le frittatine al tartufo”, dice.

Al comando della cucina, il cuoco Simone che, con voce decisa e movimenti frenetici, dà i tempi e assegna i ruoli, controllando ogni pietanza. E’ lui il maestro che ha cucinato il sugo con l’oca, con cui condire strangozzi e gnocchi a piacimento, lo spezzatino di agnello (cotto per due ore e mezza circa, da servire con salsa di tartufo o meno), i fagioli con le cotiche (nessuno vorrebbe cedere a cotanta delizia calorica, eppure sui tavoli non manca mai) e la salsa tartufata: must della sagra stessa.

Salsa tartufata che, è bene ribadirlo, non ha niente a che vedere con quella dei preparati in vendita nei supermercati. Fatta con il migliore olio extra vergine degli olivicoltori dei dintorni di Spina di Campello (Aziende agricole Marfuga e Ciarletti) e tanto buon tartufo estivo, raccolto rigorosamente in zona e grattuggiato fresco. D’altronde, Spina è rinomata per le sue tartufaie naturali che qui, tra boschi coperti da carpino, elce, cerro, faggio, leccio, roverella e pino d’Aleppo, si sviluppano con facilità.

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Per lo scottadito di agnello, piatto irrinunciabile della Sagra del Tartufo e dei Prodotti Tipici di Spina di Campello, Ida e Luisa preparano un composto fatto di lardo, aglio, maggiorana, menta e rosmarino che hanno colto qui intorno, e con cui spennellano la carne per dargli ancora più sapore e renderla croccante in superficie. L’agnello verrà poi messo sulla brace e servito bollente. Le paste fresche arrivano dall’unico pastificio della vicina Campello, e sono da favola. Veri gnocchetti di patate, che si sciolgono in bocca, veri strangozzi locali: ruvidi quanto basta.

Tra gli altri piatti in menù anche la coratella d’agnello, le salsicce al tartufo, il richiestissimo pollo ai 5 colori alla spinese al tartufo. Un menù degno di un ristorante e, a proposito, per la prima volta collabora alla realizzazione della sagra anche uno dei migliori ristoranti della zona, ‘La Scommessa’, a due passi da Spina Nuova, che propone lo stesso menù della sagra più altre specialità gourmet della zona, ad esempio gli agnolotti ripieni al capriolo e tartufo. Qualora non troviate posto alla sagra, sappiate che spostandovi appena di qualche metro rimarrete ugualmente soddisfatti.

Ma la Sagra del Tartufo e dei prodotti tipici di Spina di Campello non è solo buon cibo. Fino al 7 agosto una serie di eventi nell’evento sono in programma grazie all’impegno della Pro loco alla cui guida c’è il presidente Santino Fortunati. Oggi 30 luglio alle ore 17, l’appuntamento è con la giornata di studio sulla pastorizia e valorizzazione delle razze di pecora da latte, in collaborazione con il Cedrav di Cerreto di Spoleto, a cui seguirà una degustazione della cagliata e della ricotta. Ogni sera, inoltre, tanta musica live. Questa sera 30 luglio alle ore 21:30 le migliori voci della zona si esibiscono nel talent show Il Cantagiro, e poi l’allegra goliardia con l’imperdibile gara stile ‘corrida di Corrado’ di canto, ballo e imitazione (lunedì sera 1 agosto), e ancora la rievocazione della trebbiatura, una giornata didattica sabato pomeriggio 6 agosto. Al termine della quale verrà offerto ai lavoratori il menù dei trabbiaroli.

Un piccolo paese che, ogni anno, con grande sacrificio e con l’aiuto di tanti piccoli finanziatori, porta avanti nel migliore dei modi una lunga tradizione per far rivivere e scoprire ai visitatori della bella Umbria e ai propri paesani, antichi saperi e sapori di Campello.    

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