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Pollo Rurale, il marchio del “ruspante” made in Umbria

Pollo Rurale, il marchio del “ruspante” made in Umbria

Università di Perugia e operatori del settore alimentare progettano una filiera estensiva del Pollo Rurale. Per allevarlo e venderlo, le aziende dovranno attenersi al disciplinare

di Filippo Benedetti Valentini

Più buono, più salutare: dalla cucina della nonna, il pollo “ruspante” finisce anche sul banco del macellaio e nel menù dei ristoranti. Garantito da un marchio di certificazione made in Umbria. Insieme, ricercatori dell’Università di Perugia, allevatori, mangimifici, fornitori, macellai, ristoratori, Asl e Istituto Zooprofilattico Sperimentale, hanno progettato una filiera del Pollo Rurale che, di qui a poco, riporterà finalmente sulle nostre tavole carne avicola di primissima qualità.

pollo ruraleIl progetto, coordinato dal professor Cesare Castellini e presentato nel marzo scorso ad Agriumbria, è già partito. Al centro dell’iniziativa, la realizzazione del marchio “Pollo Rurale Umbria”, un vero e proprio disciplinare al quale gli operatori del settore agroalimentare che vi aderiscono devono attenersi scrupolosamente per allevare e vendere l’originale pollo ruspante. Libero di pascolare e mangiare quello che la natura offre, questo pennuto è molto più genuino dei cugini allevati in modo intensivo: carne più magra, ricca di ferro, Omega3 e antiossidanti naturali. Allevarlo non è uno scherzo e, fino ad oggi, lo hanno fatto “in casa” solo pochi, giusto per godersi qualche pranzo domenicale in famiglia.

Ma quando si parla di filiera, ci sono regole da rispettare per garantire il massimo della sicurezza alimentare. L’allevamento estensivo di animali, infatti, richiede progettazione di ricoveri, piani alimentari e mangimi integrativi selezionati, gestione tecnica e sanitaria degli animali. Per questo il progetto è sostenuto da un gruppo di operatori, ognuno responsabile di un segmento specifico della filiera. Un allevamento fornisce i pulcini, un’azienda i mangimi a base di mais, soia, lino, vitamine e sali minerali. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche si occupa del controllo sanitario, mentre lo ‘spin-off’ dell’ateneo perugino (Fare srls – Filiera Avicola Rurale Estensiva), vigila sulla conformità del prodotto al disciplinare. Polli di tipo genetico “collo nudo” (robusto, di elevata qualità e adattato all’estensivo), liberi di razzolare in ampi spazi ricchi di foraggio verde e riposare in ricoveri notturni che garantiscano il giusto spazio a ogni capo, niente farmaci nella fase di produzione (tranne nei casi estremi di contagio e comunque solo con l’autorizzazione del veterinario).

pollo rurale Ma ciò che rende questo progetto un caso unico in Europa è la realizzazione del “mattatoio itinerante“. Secondo le norme comunitarie, la macellazione di animali destinati al mercato è permessa solo nei “centri di lavorazione” autorizzati. Ma grazie a una fase di progettazione biennale, l’Autorità Sanitaria Regionale ha dato il via libera per realizzare un camion-mattatoio e macellare i polli direttamente nelle aziende aderenti al disciplinare.

Già da ora, la lavorazione e la trasformazione del “Pollo Rurale dell’Umbria” è consentita solo a ristoranti e agriturismi che aderiscono al disciplinare e che, per questo, hanno l’obbligo di esibire il marchio di denominazione. Ad aver aderito, nella provincia di Perugia, sono già alcune macellerie e 5 ristoranti. Ma in breve tempo, grazie all’elevata qualità di questo prodotto, la lista potrebbe diventare molto più lunga.

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