Imu agricola, la protesta dei giovani agricoltori

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Imprenditori under 40 delusi dal decreto convertito in legge: “Il Governo penalizza i coltivatori che subentrano ai genitori nelle aziende di famiglia”

di Redazione

Delusi dal Governo e dal Parlamento. Sono i giovani agricoltori umbri, sempre sul piede di guerra per l’Imu agricola, il cui decreto è stato convertito in legge nei giorni scorsi.

“Nonostante le ripetute affermazioni sul ruolo indispensabile delle ‘nuove leve’ per il futuro del nostro Paese, l’Esecutivo non ha esitato a confermare e approvare il decreto-legge sull’Imu, fortemente penalizzante soprattutto per i coltivatori che sono subentrati ai genitori nelle aziende di famiglia”. A parlare è Clelia Cini, presidente di Agia Umbria – i giovani imprenditori di Cia. “Nella nostra regione, infatti, sono tanti i giovani agricoltori che negli ultimi anni, favoriti dagli orientamenti della Politica agricola comunitaria, si sono insediati nelle aziende di famiglia. Tanti di loro lo hanno fatto in forza di contratti di comodato o affitto non considerati dal decreto Imu che si traduce, di fatto, in un pesante aggravio proprio sui terreni di queste aziende“.

Per gli agricoltori, il provvedimento adottato dall’Esecutivo di Renzi porterà molti ‘under 40’, che rappresentano l’innovazione nel settore primario, ad abbandonare il mestiere. “Gravare il bene terra di una ulteriore tassa – continuano – significa condannare le imprese familiari alla marginalità e all’abbandono, favorendo di conseguenza grandi investitori provenienti spesso da altre regioni o, peggio, dall’estero2.

Per questo motivo i giovani di Cia aderiscono all’assemblea regionale straordinaria dell’associazione in programma sabato 28 a Bastia Umbra, in occasione di Agriumbria, e alla manifestazione nazionale indetta per il 31 marzo a Roma da Agrinsieme – il coordinamento tra Cia, Confagricoltura ed Alleanze delle Cooperative Italiane.

Dove si paga e dove no. I Comuni dell’Umbria totalmente montani, quindi esentati dal pagamento sono 69. I ‘parzialmente montani’, che invece dovranno pagare, sono 22: Bettona, Bevagna, Cannara, Castel Ritaldi, Castiglione del Lago, Collazzone, Deruta, Marsciano, Montefalco, Paciano, Perugia, Spoleto, Torgiano, Trevi, Alviano, Amelia, Baschi, Guardea, Montecchio, Narni, Orvieto, Terni. In questi comuni saranno dispensati dal pagamento solo i coltivatori diretti che possiedono i terreni o gli imprenditori agricoli professionali. Il Comune di Bastia Umbra è classificato dall’Istat come non montano. Per versare l’imposta senza interessi c’è tempo fino al 31 marzo, mentre sono previsti rimborsi per coloro che hanno pagato ma non dovevano farlo.

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