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L’Orto del Fraticello, esperienza moderna di vita contadina

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Roberta lavorava in banca, Anna è attrice. A Porano coltivano prodotti sani e genuini che poi vendono al mercato

di Redazione

“Sono una casalinga che si procaccia da mangiare, un po' come le contadine di una volta, anche se ovviamente i tempi sono diversi". Roberta, cinquant'anni, originaria di Roma, gestisce a Porano un orto che con gli anni è divenuto un'attività agricola. Prodotti freschi e di qualità, coltivati insieme ad Anna, amica e socia.

Ritmi lenti, tanta natura, cibo sano. Questa gli stimoli che dieci anni fa spinsero Roberta a trasferirsi da queste parti insieme alla famiglia. Un cambiamento graduale, ma drastico. “Io lavoravo in banca, mi occupavo di credito alle imprese. Un impiego che mi piaceva molto, ci tengo a sottolinearlo. Tant'è vero che poi facevo la pendolare. Ma poi i viaggi in treno per Roma divennero troppo pesanti. L'orto all'epoca era una passione. A quel punto decisi che sarebbe divenuta la mia occupazione principale". Una forma di autosostentamento: "Come dico alle mie amiche, mentre loro vanno a fare la spesa al supermercato, io vado sul campo”.

Nessuna fuga, quindi. Come per Anna. Donne, amiche e contadine, con la differenza che rispetto ad allora c'è anche il tempo di coltivare, oltre alla terra, anche le proprie passioni. Anna per esempio, quando non lavora con zappa e trattore, recita come attrice in teatro. 

L'Orto del Fraticello, così si chiama l'azienda, si trova non lontano dal centro abitato di Porano, vicino a un monastero. Oltre a coltivare le verdure e gli ortaggi Anna e Roberta si occupano in prima persona della vendita al pubblico. Le trovate il giovedì e il sabato al mercato di Orvieto in piazza del Popolo. “Anche questa era una cosa che non mi saremmo mai immaginate – aggiungono -. Invece siamo arrivate già al terzo anno in piazza. Con i colleghi in c'è un ottimo rapporto. In realtà avevamo provato anche ad allestire un punto vendita sul campo, ma da queste parti quasi tutti hanno un appezzamento di terra per le prime necessità".

L'orto è concepito come uno spazio aperto con l'esterno. “Per esempio – spiegano – abbiamo una collaborazione con un liceo di Orvieto che ogni tanto ci manda  studenti americani per attività sul campo”.

Spinaci, porri, cavolfiori, verze, radicchio, finocchio, rape. Adesso Anna e Roberta stanno impostando l'orto autunnale. Non ci si vive, ma ci si mangia. “Come diciamo noi il nostro principale guadagno è il nostro risparmio”. 

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