Olio, il monocultivar Moraiolo entra nella Dop Umbria

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Accolte le richieste dei produttori umbri. Ora è possibile produrre olio Dop 100% Moraiolo, con precise accortezze in etichetta. La lettera del Consorzio a firma del presidente Laureti.

di Redazione

Olio e certificazioni: novità per la Dop Umbria. Da oggi è possibile produrre olio a Denominazione di origine protetta anche come monocultivar Moraiolo, e poterlo quindi indicare in etichetta. Una richiesta avanzata già da tempo dai produttori al Consorzio di tutela olio Dop Umbria, il quale in una nota chiarisce i passaggi che hanno reso possibile accordare tale domanda.

“Come sapete, – si legge nella nota a firma del presidente Leonardo Laureti – quando nel 1998 è stato scritto il disciplinare della Dop Umbria, l’attenzione per i monovarietali non era così percepita, mentre oggi rappresenta un interessante elemento di comunicazione e distintività del prodotto. Allo stesso tempo è bene ricordare che la funzione delle denominazioni di origine, è quella di valorizzare le tipicità dei territori ivi comprese le varietà. Al fine di avere una linea comune e condivisa tra i vari Organismi istituzionali abbiamo ritenuto opportuno scrivere al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dando la nostra interpretazione condivisa con CSQA (l’ente di certificazione, ndr), per chiarire definitivamente questa esigenza espressa dal mondo produttivo”. Ecco raggiunto l’obiettivo: “E’ possibile poter certificare olio Dop Umbria e per coloro che lo desiderano, aggiungere la dichiarazione aziendale ‘monocultivar Moraiolo’ (dopo l’approvazione da parte di CSQA)”.

Un occhio anche al Disciplinare di produzione, il quale “all’art. 2 fissa il limite minimo, non massimo, della presenza di Moraiolo e fissa il limite massimo, ma non minimo, di Frantoio e Leccino, per tutte le sottozone”. Come era intuitivo immaginare, il Consorzio fa sapere che “l’utilizzo della dichiarazione Monocultivar Moraiolo, in conformità con il Disciplinare, è possibile solo ed esclusivamente per le menzioni geografiche Colli Assisi-Spoleto, Colli Martani, Colli Orvietani e Colli Amerini.

Un’altra precisazione sull’etichetta. “Come previsto dall’art. 8 del Disciplinare di produzione, ai fini dell’etichettatura,  – spiega Laureti – si deve avere l’accortezza di riportare in etichetta la dichiarazione aziendale ‘Monocultivar Moraiolo’, non abbinata alla denominazione Dop Umbria (in etichetta le due dichiarazioni devono essere distinte e distanti tra di loro)”. Una notizia che è il raggiungimento di un importante risultato, e che come sottolineato da Laureti “va a valorizzare ancora di più la Dop Umbria, permettendo ai produttori di poter certificare, secondo la vostra volontà, l’origine, la cultivar moraiolo, ed eventualmente il metodo biologico, utilizzando la stessa etichetta”.

Conosciamo meglio il Moraiolo

Il moraiolo è una pianta caratterizzata da elevata rusticità che predilige gli ambienti collinari. Entra in produzione precocemente. Autosterile, la fioritura avviene in epoca medio tardiva. L’aborto dell’ovario è medio e i fiori presentano un’elevata produzione di polline. La maturazione è graduale nel tempo. I frutti sono spesso riuniti in grappoli. Il contenuto in olio è elevato e molto apprezzato per il caratteristico sapore fruttato e per i contenuti di squalene e polifenoli. Il moraiolo è tra le varietà maggiormenti resistenti agli attacchi della mosca dell’olivo. Tollera terreni poco profondi, teme i freddi eccessivi e le brinate primaverili.

La composizione acidica si manifesta ottimale e dotata di scarsa variabilità con la maturazione. In particolare, il contenuto in acido oleico si aggira sul 75%, quello in palmitico sul 13% e quello in linoleico sul 7% circa. La composizione acidica presenta una scarsa variabilità con la stagione, mentre i polifenoli risultano soggetti a variabilità.

Profilo sensoriale

Verde dai riflessi dorati, al naso ha profumi fruttati intensi o medio intensi riconducibili all’erba di campo, con sentori di carciofo. Al palato ha gusto vegetale, sapido di carciofo e di cardo, con punte amare e piccanti marcate e persistenti, comunque ben dosate. In chiusura il ritorno di carciofo e cardo, oltre a note di mandorla.

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