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Al mercato di Campagna Amica si celebra il vino autoctono

Al mercato di Campagna Amica si celebra il vino autoctono

A Pian di Massiano degustazioni e assaggi gratuiti, i produttori spiegheranno ai clienti le caratteristiche delle proprie produzioni vitivinicole.

di Redazione

Una spesa a chilometro zero, quattro chiacchiere con i produttori, il piacere dell’assaggio prima dell’acquisto e, perché no, un sorso di buon vino locale. Proseguono le feste a tema nei mercati di Campagna Amica: domani giovedì 29 settembre, in concomitanza del giro di boa della vendemmia 2016, sarà celebrato proprio il vino. Si tratta – spiega Coldiretti – di un’iniziativa a carattere nazionale che promuove nei vari mercati, nell’ultima settimana di ogni mese, sulla base della stagionalità, prodotti specifici del territorio (vino, olio, formaggi, verdure, salumi …). Per la festa del vino autoctono si organizzeranno degustazioni e assaggi gratuiti, con i produttori che spiegheranno ai consumatori le caratteristiche delle proprie produzioni vitivinicole.

PREVISIONI VENDEMMIA 2016 IN UMBRIA

La vendemmia 2016 in Umbria si attesterà intorno a 700mila ettolitri circa di vino e di mosto, con le condizioni attuali che fanno ben sperare per un’annata di buona qualità. In Umbria, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, la superficie vitata ammonta circa a 13.000 ettari, dove operano oltre 11.000 aziende. Le esportazioni di vino umbro all’estero hanno sfiorato nel 2015 la quota di 30 milioni di euro, con un aumento di quasi il 15% in valore nel primo semestre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (elaborazioni Coldiretti su dati Istat commercio estero).

Il vino attiva un motore economico che genera opportunità di lavoro nella filiera, con la ricaduta occupazionale che riguarda sia le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, che quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro. Intanto, i mercati che ospitano l’iniziativa – conclude Coldiretti – sono diventati non solo luogo di consumo ma anche “centri” di educazione, socializzazione, cultura e solidarietà: più di 4 italiani su 10 (43%) nel 2016 hanno fatto la spesa nei cosiddetti mercati degli agricoltori con un aumento record del 55% negli ultimi 5 anni, in netta controtendenza rispetto al calo dei consumi alimentari dovuto alla crisi.

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