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Al via la stagione del tartufo bianco: i prezzi sul mercato

Al via la stagione del tartufo bianco: i prezzi sul mercato

E’ partita la caccia al re della tavola italiana, quotazioni in linea con il 2015. Novità di quest’anno la candidatura della ‘Cultura del Tartufo’ a patrimonio Unesco.

di Redazione

Dal Piemonte alla Lombardia e poi giù fino a Lazio, Molise, Abruzzo e Calabria, passando per Toscana, Marche e Umbria. Sono le regioni dove in ogni bosco di carpini, roverelle, cerri e lecci è partita la caccia al re della tavola italiana: il tartufo. Prodotto tra i più emblematici della gastronomia italiana conosciuta in tutto il mondo che, ogni anno, rappresenta un business stimato in mezzo miliardo di euro che coinvolge oltre 200mila raccoglitori in tutto il Paese.

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Con l’inizio della raccolta del tartufo bianco, che avviene tra la fine di settembre e il 31 dicembre, è Coldiretti a fare il punto sulle quotazioni di mercato per l’anno in corso. Una stagione che si è aperta su valori praticamente in linea con il 2015: circa 250 euro l’etto per le pezzature medie di 20 grammi al borsino del Bianco di Alba. Valori decisamente più bassi rispetto a quelli degli anni passati (350 euro nel 2013, 450 euro nel 2007). Ancora presto per conoscere i prezzi del Nero Pregiato, che si raccoglie dal 1 dicembre al 15 marzo, e che in genere costa circa il 30% in meno del bianco.

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Secondo l’associazione dei coltivatori, dopo un’estate senza troppa siccità nelle principali regioni produttrici, ci sono condizioni per una buona raccolta. Addirittura ottima se anche l’autunno sarà piovoso, visto che il Tuber Magnatum Pico (il “Bianco”) si sviluppa in terreni freschi e umidi, sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione.

Grande novità della stagione 2016 è la candidatura della “Cultura del tartufo” a patrimonio immateriale dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco. Un dossier che riguarda una cinquantina di territori associati da Nord a Sud alle “Città del tartufo” che, insieme con il Centro Nazionale Studi sul Tartufo, hanno presentato al ministero dei Beni Culturali una relazione tecnica per la candidatura supportata da videointerviste, realizzate dalle Università di Pollenzo e di Siena.

 

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