L'informazione agroalimentare in Umbria

Food Republic, la spesa 2.0 che salva l’ambiente e i piccoli produttori dell’Umbria

Share

Priorità al km0 e alla qualità del cibo, con un occhio al risparmio. La piattaforma web è stata presentata a Perugia insieme a Jacopo Fo, sostenitore dell’iniziativa

di Redazione

Un sostegno alle piccole produzioni locali, un aiuto per l’ambiente e la garanzia di una dispensa piena di cibo di alta qualità. Nasce in Umbria Food Republic, la “Repubblica del Buon Cibo”, piattaforma web per l’acquisto di prodotti a km0.

La presentazione è avvenuta mercoledì 10 a Perugia, nella Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori. Presenti gli ideatori del progetto Fabio Artuso e Barbara Orlandini, Jacopo Fo, ecologista e sostenitore dell’iniziativa, l’assessore al Commercio del Comune di Perugia Cristiana Casaioli, la presidente del Cral del Comune di Perugia (partner del progetto Food Republic) Daniela Mecocci e il presidente della Cooperativa sociale Fattoria Capanne Michelangelo Menna.

Concetto principale che ha ispirato Food Republic è la connessione tra i piccoli produttori e la biodiversità, un valore da tutelare, fatto di tradizioni, cultura e integrità ambientale. Ecco come funziona. Sul sito www.food-republic.it vengono selezionati i produttori ed elencati in un listino on line suddiviso in 8 categorie (Frutta e Verdura, Carni e Salumi, Formaggi, Pasta fresca e secca, Legumi e Farine, Uova, Spalmabili e Specialità, Vino e Birra). I prodotti sono corredati da una breve spiegazione, dal prezzo e dalla scheda multimediale riguardante il produttore che ne garantisce tracciabilità totale. Entro ogni venerdì della settimana è possibile ordinare la propria lista della spesa allo 075. 992.02.09, o all’indirizzo mail info@food-republic.it, e riceverla con consegna a domicilio.

Basteranno pochi click e la spesa è fatta, anche stando comodamente seduti sul divano di casa. Priorità al km0 e alla qualità del cibo, con un occhio al risparmio. I prezzi vengono stabiliti dallo stesso produttore, a cui Food Republic applica una piccola maggiorazione per coprire i costi logistici e di consegna (dopo un periodo sperimentale in cui gli ordini si potranno fare solo via telefono o mail, l’acquisto si potrà fare on line attraverso la piattaforma e-commerce). Il pagamento avviene alla consegna, ma in breve tempo sarà attivata anche la modalità elettronica.

Fare la spesa su Food Republic è comodo e conveniente, ma aiuta anche l’ambiente e l’economia locale. “Negli ultimi 70 anni – hanno detto Barbara e Fabio mostrando delle slide ai giornalisti – abbiamo perso il 75% delle varietà vegetali che erano state selezionate dai contadini nei precedenti diecimila anni. La Fao stima che i tre quarti dell’alimentazione mondiale dipendano ora da appena 12 specie vegetali e 5 animali. Le cause principali della perdita di biodiversità sono l’aumento demografico, l’inquinamento, l’agricoltura intensiva e l’introduzione di specie invasive”. Perciò tutelare la biodiversità regionale, scegliendo le varietà locali (in agricoltura e in allevamento così come al momento di fare la spesa), significa valorizzare le potenzialità del territorio in modo sostenibile. Inoltre, comprando direttamente dai produttori si spende meno e si aiutano le imprese a guadagnare il giusto, evitando costosi passaggi al centro della filiera (l’Osservatorio Ortofrutta istituito dal Governo, è stato detto, ha registrato aumenti medi dei prezzi al consumo dieci volte superiori rispetto a quelli pagati all’origine). In pratica, acquistando su Food Republic si diventerà ‘co-produttori’, aiutando così le aziende locali a sopravvivere in un mercato sempre più caratterizzato da “offerte speciali” e dalla disponibilità di cibo low cost di scarsa qualità.

“Sostengo questa iniziativa perché la trovo meravigliosa”, ha detto Jacopo Fo durante la presentazione. “Da sempre credo sia importante che i consumatori si uniscano in gruppi d’acquisto, perché così facendo si abbassano i costi per il consumatore e si sostengono le imprese del territorio. In Umbria ci sono tantissime aziende che producono alimenti di altissima qualità, ma non riuscendo ad organizzare la distribuzione finiscono per conferire il prodotto ai grossisti, con l’effetto di disperdere i profitti. La crisi ci ha insegnato invece che consociarsi e ‘fare rete’ è l’unico sistema per resistere e promuovere un’economia sostenibile“. “Il mio sogno – ha poi aggiunto – è quello di contribuire allo sviluppo di un sistema globale che cambi i termini della distribuzione, in cui i consumatori si facciano carico di una parte del lavoro che oggi fa la grande distribuzione. Così, se il consumatore fa la sua parte, può garantirsi una spesa di qualità, far crollare i prezzi e al tempo stesso tutelare il lavoro delle aziende”.

Share

Leave A Reply

Your email address will not be published.