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La crisi si beve le acque minerali dell’Umbria: produzione ancora in calo

La crisi si beve le acque minerali dell’Umbria: produzione ancora in calo

Presentata la relazione degli ultimi  due anni: 9 gli operatori del settore e 17 i marchi. Nel 2014 imbottigliati 1.085 milioni di litri, -10% sul 2013. Quale futuro?

di Redazione

conferenza cecchini acquaSulle tavole degli italiani c’è, quasi sempre, una grande protagonista dell’Umbria: l’acqua. Nove operatori e 17 marchi, tra i più venduti e popolari in tutta la Penisola. Eppure, il grande patrimonio delle risorse idrominerali regionali rischia di affondare, poco a poco. Dopo dieci anni di costante crescita, negli ultimi due anni la produzione generale è in calo. E forse non basta l’intuizione lanciata già ad ottobre scorso dal vice presidente della Regione, Fabio Paparelli, con il marchio istituzionale ‘le acque dell’Umbria’ per la promozione delle acque minerali imbottigliate in regione, così da valorizzare e promuovere il territorio.  L’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi a Palazzo Donini, ha reso noti i consuntivi e i dati statistici della Relazione sull’utilizzazione delle acque minerali e termali per gli anni 2013 e 2014, realizzata dagli uffici regionali e che, come previsto dalla legge regionale in materia, è stata trasmessa all’Assemblea legislativa dell’Umbria.

“Dopo un trend positivo durato per circa dieci anni, in Umbria, nel 2013 si ha una rapida inversione di tendenza e cala la produzione generale, per la prima volta non più in controtendenza con il mercato nazionale, ma il settore è sano e guarda avanti. – ha sottolineato l’assessore Cecchini – Le acque umbre in commercio sono attualmente 17 su 20 e sono presenti sulle tavole di tutta Italia e in molti Paesi esteri, anche extraeuropei, con una percentuale di export stimabile nell’80% della produzione”.

Le concessioni alla Regione. Il patrimonio regionale di acque minerali utilizzate per l’imbottigliamento si sostanzia in diciassette concessioni e nove operatori del settore (nel 2014), con quattordici comuni interessati. “Per il complesso delle concessioni minerali e termali – ha rilevato la Cecchini – la Regione ha introitato lo scorso anno 1 milione e 341mila euro: 1 euro per ogni metro cubo di acqua utilizzata e 50 euro ad ettaro di concessione. Un canone adeguato e al livello medio-alto della media di altre regioni”.

Nel 2013, la produzione di acque minerali è stata di 1.193 milioni di litri circa, con un calo del 13% rispetto al 2012. Nel 2014, è continuata la decrescita: sono stati imbottigliati 1.085 milioni di litri di acqua minerale, con una diminuzione di un ulteriore 10% rispetto al 2013. “Continua l’effetto determinato dalle crisi aziendali delle società concessionarie delle acque Tione e Sanfaustino – ha sottolineato l’assessore – ma anche dalla crisi economica più in generale che attraversa il Paese e che ha portato a un calo dei consumi”.

Esito positivo, dopo un forte periodo di crisi, per le concessioni Sangemini e Amerino, acquisite dalla Sangemini Acque spa, una newco del gruppo Norda, che nel luglio 2015 ha ottenuto l’acquisizione definitiva dei titoli minerari, grazie al passato in giudicato della procedura concordataria e alla presentazione alla Regione di un nuovo piano industriale. Per quanto riguarda la Rocchetta spa, “si sta lavorando – ha reso noto l’assessore Cecchini – alla proroga della concessione per l’imbottigliamento delle acque della sorgente Rocchetta fino al 2040, imponendo un limite alla portata massima dei prelievi, in accordo con l’amministrazione comunale di Gualdo Tadino: la società ha infatti presentato un piano di investimenti produttivi e di riqualificazione che potranno avere importanti ricadute per il territorio dal punto di vista sociale, economico e ambientale”.

Dal punto di vista occupazionale, nel 2013 il personale occupato è diminuito nei numeri (-15 unità), rispetto all’anno precedente. La situazione è peggiorata nel 2014: dai 327 occupati diretti del 2013 si è passati a 289 del 2014.

“Le risorse idrominerali sono un grande patrimonio dell’Umbria – è stato detto in conferenza – e la Regione investe nella sua valorizzazione anche ai fini della promozione del territorio. A questo scopo è stato realizzato il marchio istituzionale ‘le acque dell’Umbria’ per la promozione delle acque minerali imbottigliate e il progetto ‘Essere Bene’, insieme a Sviluppumbria, per la valorizzazione delle risorse termali non utilizzate in Umbria, quali il sito termale di Parrano e le terme di Triponzo, attraverso cui incrementare il turismo legato al benessere”.    

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