Premio Cerevisia 2014, i vincitori della sfida italiana a colpi di luppolo (gallery)

Le birre umbre premiate
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Seconda edizione del concorso per i birrifici italiani. Il riconoscimento consegnato dal direttore del Cerb Paolo Fantozzi. La “Birra dell’anno” (secondo posto) è umbra. Tutti i premiati

di Emanuela De Pinto

Fruttate, dolciastre, speziate, amare, caramellate, affumicate. Al cetriolo e fichi d’India, perfino. Scegliete pure le birre che più vi allietano palato e olfatto, non resterete delusi. Tutte hanno qualcosa che le contraddistingue: carattere. In una parola, sono inconfondibili. Tappeto rosso nella Camera di Commercio di Perugia, oggi 19 settembre, per i birrifici italiani che si sono aggiudicati il Premio Cerevisia, il concorso nazionale per la valorizzazione delle eccellenze birraie, seconda edizione.

Nella Sala Rossa, i rappresentanti del Banco Nazionale di Assaggio delle Birre composto dal direttore del Cerb (l’unico Centro di ricerca per la birra in Italia) Paolo Fantozzi, dall’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, dal presidente della Camera di Commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, dal sindaco di Deruta Alvaro Verbena e dall’Associazione degli Industriali della birra e del malto (Assobirra), hanno consegnato i riconoscimenti: bellissime targhe realizzate proprio con la ceramica umbra. Tre le sezioni: Nord, Centro e Sud Italia. Due le categorie: alta e bassa fermentazione.

Ecco i vincitori, scelti tra 65 birre di 21 birrifici italiani:

 

Nord – Alta Fermentazione

Nord – Bassa Fermentazione

Birrificio Baladin, Super Bitter (Cuneo)

Birrificio Antoniano, Altinate (Padova)

Birrificio San Gabriel, Esportazione (Treviso)

Birrificio Theresianer, Premium Lager (Treviso)

Birrificio Theresianer, Strong Ale (Treviso)

Birrificio Sauris Agri Beer, Affumicata (Udine)

 

Centro – Alta Fermentazione

Centro – Bassa Fermentazione

Birra dell’Eremo, Magnifica (Perugia)

Birrificio del Borgo, My Antonia (Rieti)

Fabbrica della Birra, American Red Ale (Perugia)

Birrificio Birradamare, Raaf (Roma)

Birrificio Il Mastio, Rifle (Macerata)

Birra Amarcord, Gradisca limited edition (Rimini)

 

Sud – Alta fermentazione

Menzione Speciale “Birra dell’anno”

Birrificio Opus Grain, Conan (Foggia)

Birrificio Superbum, Invasion (Tivoli)

Birrificio Pinta Siciliana, Indica (Messina)

Mastri Birrai Umbri, Cotta 68 (Perugia)

Cantirrificio Vittoria, Tempora (Ragusa)

 

Non ci sono concorrenti (e quindi vincitori) per la categoria bassa fermentazione nel Sud Italia.

Rispetto al vino, si sa, la birra in Italia è un mercato nuovo. Ecco perché a ritirare i premi sono stati soprattutto giovani mastri birrai. Alcuni neanche trentenni. Come Giorgio Tacconelli e Mirko Orfei, 27 e 26 anni, soci del birrificio Superbum di Tivoli. La loro birra, un’american pale ale dal nome “Invasion” (strizzando l’occhio a Spielberg), si è aggiudicata il premio di Birra dell’anno, riconoscimento riservato appunto ai giovani. “Siamo molto soddisfatti. Siamo una beer firm (birrificio itinerante, ndr), non abbiamo ancora un nostro impianto e produciamo birra da appena sette mesi. Veniamo da esperienze diverse, io sono enotecnico e il mio socio è geometra”, racconta Giorgio, che ha preferito puntare sulla birra piuttosto che sul vino.

Carlotta Vecchiato è arrivata dal Veneto. E’ qui per conto di suo padre e di suo zio, titolari del birrificio Antoniano. “Ringraziamo il Banco nazionale d’assaggio della birra – dice emozionata – e i nostri collaboratori. L’idea è nata nel 2011, ma solo a maggio del 2013 si è arrivati al commercio delle prime birre. Un sogno di famiglia realizzato”.

E chi l’ha detto che la birra è cosa da uomini? Luana Meola di Fabbrica della birra di Perugia (una scalata iniziata nel 2013), da intenditrice consiglia un abbinamento per la sua american red ale, secondo posto nella categoria alta fermentazione del Centro Italia. “Si accosta molto bene a un primo saporito come la lasagna oppure con carne alla griglia. Adatta per i sapori autunnali”.

Non di solo vino è fatto l’export in Umbria. Lo sanno bene Geltrude Salvatori Franchi e il marito Enrico Ciani, Birra dell’Eremo di Perugia. “Il nostro birrificio è nato a giugno 2012. In due anni abbiamo sviluppato il nostro mercato in Italia e all’estero. Oggi esportiamo in Cina, Giappone, Belgio, Australia, Singapore e Norvegia”.

Amore per la birra, tanta pazienza, molto studio e anche una buona dose di fantasia. Questi gli ingredienti per fare una buona birra. Un esempio è Luca Sabatella, Birrificio del Borgo di Rieti. La birra premiata è la “My Antonia” una imperial pilsner beer nata dalla collaborazione con il birrificio americano Dogfish Head, prodotto con una tecnica particolare di luppolatura continua. “Il luppolo – spiega Luca – viene aggiunto in piccole dosi per 60 minuti durante tutta la fase della bollitura, questo fa sprigionare note aromatiche molto intense e resinose”. Il nome? “E’ quello della nonna del birraio americano Sam, di origine italiana”.

La premiazione di Cerevisia 2014 è terminata con una degustazione delle birre vincitrici accompagnate da alcune delizie umbre: salumi e formaggi dai sapori intensi presentati al pubblico da Antonio Andreani,  professore di Antropologia e Merceologia alimentare all’Università dei Sapori di Perugia. I birrifici vincitori potranno fregiarsi, sulla controetichetta delle bottiglie o nei loro siti web, della coccarda che attesta il prestigioso risultato. Provatele tutte.

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