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Produzione di nocciole, un’opportunità per l’agroalimentare dell’Umbria

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Incontro organizzato da Confagricoltura Umbria con i rappresentanti della filiera del nocciolo. Una coltivazione sempre più carente nel mondo

di Redazione

Nuove possibilità di reddito per l’Umbria attraverso le nocciole. Produttori, ricercatori e trasformatori della filiera del nocciolo si sono riuniti, in occasione della 48esima edizione di Agriumbria, per capire se lo sviluppo del settore possa rappresentare un asso nella manica per l’agroalimentare regionale.

All’incontro dal titolo “Il nocciolo: innovazione e opportunità”, organizzato da Confagricoltura Umbria, sono intervenuti il presidente Marco Caprai, l’assessore alle Politiche agricole della Regione Umbria Fernanda Cecchini, Ettore Fontana di Ferrero Italia, Giuseppe Ginnasi dell’azienda agricola Fratelli Ginnasi, Francesco Tei e Daniela Farinelli, rispettivamente direttore e ricercatrice del Dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Perugia.

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Come ha spiegato Marco Caprai, la produzione di nocciola in Umbria è particolarmente promettente perché “la sua coltivazione è sempre più carente nel mondo e soggetta a stagionalità. Ad esempio, l’anno scorso in Turchia, paese leader nel settore, c’è stata una grave carenza di prodotto. L’industria dolciaria italiana si sta così prendendo la responsabilità di costruire una filiera nazionale della nocciola, vedi Ferrero che sta portando avanti importanti accordi con alcune Regioni”.

Una filiera che, tra l’altro, potrebbe beneficiare del sostegno pubblico, come ha sottolineato l’assessore Cecchini: “Lo stesso Programma di Sviluppo Rurale non esclude il sostegno alla coltivazione del nocciolo ed è bene ricordare la grande richiesta che arriva dal mondo della trasformazione. Non vedo perché questa produzione non possa attecchire anche in Umbria, patria del Bacio Perugina. Si potrebbe benissimo coniugare con la nostra grande capacità di lavorazione delle nocciole. Su questo ci stiamo impegnando e nei prossimi giorni incontreremo anche Nestlé”.

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In quest’ottica un ruolo centrale lo dovrà avere il mondo della ricerca, visti anche gli importanti progetti di successo realizzati dalla dall’Università di Perugia. “Da anni – ha detto Daniela Farinelli – stiamo sviluppando un programma di miglioramento genetico per incrocio che ha portato alla costituzione di sei nuove varietà particolarmente apprezzate perché di gran pregio: Tonda francescana, Volumnia 1, Volumnia 2, Volumnia 3, Volumnia 4 e Tonda etrusca. Abbiamo così cercato di soddisfare le esigenze dell’industria dolciaria e degli agricoltori creando varietà adatte a produrre in maniera costante, elevata e di qualità. Siamo impegnati anche nell’ottimizzazione dei processi e delle tecniche di propagazione per talea e innesto. Queste sono tutte premesse essenziali alla crescita del settore”.

Infine, il produttore Giuseppe Ginnasi ha raccontato la sua lunga esperienza nel campo della coltivazione del nocciolo, settore di rilievo nel viterbese e con una grande storia alle spalle, che ha permesso anche lo sviluppo di industrie metalmeccaniche specializzate nella realizzazione di macchinari per la raccolta delle nocciole.

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