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Salgono i prezzi del mercato agricolo, a trainare frutta e olio d’oliva

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Il mercato dei prodotti agricoli nella sintesi Ismea. Oli d’oliva a +71%, in discesa carni e prodotti lattiero caseari

di Redazione

Prezzi del mercato agricolo in rialzo con la spinta delle coltivazioni vegetali. Lo rileva l’Ismea sulla base di un indice che hanno registrato un incremento dello 0,4% su gennaio e dell’1,5% su febbraio 2014.

La base mensile. L’incremento mensile dei prezzi nel comparto vegetale, a +2,1%, è dovuto agli aumenti della frutta (+8,8%), degli oli di oliva (+3,2%) e dei semi di soia (+3,1%). In discesa, invece, i listini di cereali (-2,7%) prodotti orticoli (-0,8%) e vinicoli (-0,5%). Sul versante della zootecnia, viene segnalato, scendono i prezzi del bestiame vivo (-2,7%), con riduzioni comprese tra il meno 18,2% dei conigli e il meno 0,9% dei suini. In controtendenza i bovini, che spuntano un mezzo punto percentuale. Per il lattiero caseari, febbraio chiude con un mini rimbalzo dello 0,6%, grazie al recupero mensile del burro (+8,6%) e alla leggera ripresa delle quotazioni dei formaggi grana (+0,7%). Uova ancora in discesa (-1,6%).

La base annua. Passando all’analisi su base annua, sostiene Ismea, l’incremento dell’1,5% dell’indice riflette la crescita sostenuta del comparto vegetale (+12,8%) controbilanciata dalla flessione del 9,5% dei listini zootecnici. Più nel dettaglio gli oli di oliva, con una produzione quasi dimezzata rispetto all’anno scorso, continuano a evidenziare dei valori molto al di sopra dei livelli del 2014, con prezzi a +71,6%.

Rincari sostenuti anche tra gli ortaggi (+18,2%), a causa di una forte variabilità climatica che ha reso discontinua e carente l’offerta di diverse produzioni da serra. La frutta avanza complessivamente del 17%, con i listini degli agrumi in forte crescita e, di contro, un deprezzamento delle mele (-29,6%) causato da un eccesso di offerta e da limitazioni all’export. Resta invece negativo il confronto d’anno per semi di soia (-18,3%), vini (-8%) e coltivazioni industriali (-5,6%).

Nel comparto zootecnico, le rilevazioni dell’Ismea indicano ancora pesanti segni meno i per il bestiame vivo (-7,3% in media su base annua), con punte particolarmente negative per i suini (-10,5%), condizionati dalla pressione dell’offerta comunitaria privata, da agosto, dello sbocco verso il mercato russo.  Solo i prezzi degli ovi-caprini risultano in crescita sul 2014 (+1,3%), in un contesto sfavorevole anche per avicoli (-2,9%), conigli (-15,6%), uova (-7,3%) e prodotti lattiero caseari (-12,1%).

L’indice Ismea dei prezzi

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