Scadenza Tasi, accordo tra gli agricoltori e il Comune di Bettona

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La tassa potrà essere pagata in un'unica soluzione entro il 16 dicembre e non prima. Ora la Cia chiede a tutti i Comuni umbri di non considerare i fabbricati rurali strumentali: "Scelta ingiusta"

di Redazione

Stretta di mano tra la Cia Umbria e il Comune di Bettona sulla questione Tasi. Lo scorso 7 ottobre la Cia aveva contestato, con una nota inviata all'Amministrazione comunale, l’iniziale richiesta di far pagare la Tasi entro il 16 ottobre con le aliquote deliberate, essendo tale scelta in contrasto con la normativa di riferimento. Infatti, la Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria aveva fatto rilevare che, non essendo stato pubblicato al 18 settembre il testo della relativa delibera comunale nel portale web del federalismo fiscale – come invece impone il comma 688, articolo 1 della legge 147/2013 – il versamento della Tasi deve essere effettuato in un'unica soluzione entro il 16 dicembre applicando l'aliquota base dell'1 per mille. Ebbene, il Comune di Bettona ha accolto la tesi sostenuta a tutela degli associati Cia e la pace è fatta.

La Cia dell’Umbria non si ferma. Continua adesso a chiedere a tutti i Comuni della regione di riconsiderare la Tasi per le aree agricole e marginali la cui redditività viene ulteriormente tagliata da questa nuova tassa. “Rimane, infatti, aperta la questione legata ai fabbricati rurali strumentali che – si legge in una nota stampa della Cia Umbria – vengono inclusi tra gli immobili da tassare indipendentemente dalla loro ubicazione e destinazione; queste strutture, perciò, subiscono il prelievo anche se si trovano in territori montani o svantaggiati che né l’ Ici né l’Imu hanno mai sottoposto ad imposizione fiscale”.

“Una sperequazione del tutto evidente – conclude la nota – che penalizza chi vive ed opera in campagna, mettendo a repentaglio un numero considerevole di imprese agricole nella nostra regione. Per questo la Cia dell’Umbria rinnova la pressante richiesta alle forze politiche, all’Anci ed alle amministrazioni competenti di rivedere tale scelta ingiusta”.  

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