Sostegno agli allevamenti. Il ‘Piano Latte’ del Governo punto per punto

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Le misure prevedono investimenti per 120 milioni e si andrebbero ad aggiungere a quelle già previste dalla Legge Agricoltura

di Redazione

“Tutelare i 35mila allevatori italiani e le loro stalle, partendo dal sostegno alla liquidità dei produttori e lavorando per dare futuro a un settore strategico”. Con queste parole il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina, nel corso della riunione del ‘Tavolo latte’ che si è tenuta a Roma giovedì 30 luglio, ha illustrato le principali azioni che il governo intende attuare per aiutare le imprese italiane del comparto lattiero.

Il confronto, al quale hanno partecipato le Regioni, i rappresentanti di filiera, le organizzazioni agricole, l’industria lattiera e la grande distribuzione, è stato voluto dal Ministero per fare il punto sull’andamento del mercato in vista del Consiglio straordinario dei ministri europei dell’Agricoltura del 7 settembre, che Italia e Francia hanno chiesto sia dedicato al comparto lattiero caseario e al settore delle carni bovine e suine.

Martina ha presentato il piano dell’Esecutivo per il settore del latte che prevede complessivamente investimenti di oltre 120 milioni di euro fino al 2017. Una serie di misure in aggiunta agli interventi già stabiliti con la recente approvazione della Legge Agricoltura (91/2015), che prevede l’attuazione della rateizzazione in 3 anni senza interessi e l’ampliamento delle possibilità di compensazione tra produttori per le multe dell’ultima campagna.

Veniamo al “Piano Latte” punto per punto:

  1. Sostegno alla liquidità e alla ristrutturazione del debito degli allevatori. Con uno stanziamento di circa 65 milioni di euro saranno sostenute la ristrutturazione del debito bancario e la riduzione del costo del debito a carico delle imprese. Al primo obiettivo si farà fronte azzerando il costo della garanzia con il contributo del Fondo, per gli allevatori che opteranno per una riduzione del costo dei debiti contratti si potrà invece procedere alla richiesta di un contributo in conto interessi. Le due forme di intervento sono cumulabili, nei limiti del contributo complessivo in “de minimis”;
  2. 0,5 centesimi di euro in più al litro per i produttori di latte attraverso la compensazione Iva. Si prevede l’innalzamento dell’aliquota di compensazione Iva dall’8,8% al 10%, con un risparmio fiscale per le aziende del settore stimato in circa 0,5 centesimi di euro per litro. Una misura da inserire nelle prossima Legge di Stabilità che dovrebbe essere operativa da gennaio 2016;
  3. Tavolo tecnico per indicizzazione dei prezzi. Prevista la costituzione presso il Ministero di un gruppo di lavoro, coordinato da Ismea, per definire un Sistema di indicizzazione del valore del latte alla stalla condiviso dagli attori della filiera;
  4. Promozione del consumo di latte fresco. Il Mipaaf, in accordo con il Ministero della Salute, avvierà dal mese di settembre un’apposita campagna informativa(spesa: 8 milioni di euro nei prossimi 3 anni) che punta a stimolare e incrementare i consumi di latte fresco. La campagna si avvierà contestualmente all’utilizzo del logo “100% Latte Italiano” (privato e facoltativo) per rendere più riconoscibile ai consumatori la provenienza del prodotto;
  5. Spinta all’export dei prodotti caseari Made in Italy. I grandi formaggi DOP italiani beneficeranno di una parte dei circa 70 milioni della Legge di Stabilità 2015 per l’agroalimentare, in un’ottica di contrasto all’italian sounding e di sostegno all’export;
  6. Sostegno agli impianti per il biometano. Per stimolare l’integrazione al reddito degli allevatori, il Mipaaf intende sostenere gli investimenti in impianti di biometano per la valorizzazione delle biomasse residuali e dei sottoprodotti della lavorazione agricole. Nel decreto sulle energie rinnovabili, infatti, il Mipaaf punta su migliori tariffe per gli impianti a biogas di piccole dimensioni con una priorità per le aziende agricole, costituite prevalentemente da aziende zootecniche.

Le misure previste dal Piano Latte si andrebbero ad aggiungere a quelle già previste dalle Legge Agricoltura di quest’anno. Per sapere cosa prevede il provvedimento clicca qui.

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