Stangata sulla birra: ogni due sorsi uno se lo beve lo Stato

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E’ scattato l’aumento delle accise sulla birra. Un provvedimento che, secondo Assobirra, metterà in ginocchio i produttori e non porterà nemmeno la metà delle risorse sperate 

di Redazione

Nuovo anno, birra sempre più cara. Dal primo gennaio 2015 è scattato l’aumento delle accise sulle “bionde”, che passano da 2,7 a 3,04 euro per ettolitro. Ciò significa che per ogni euro speso in birreria 45 centesimi andranno in tasse e, dunque, per ogni bottoglia o pinta comprata metà se la berrà il fisco.

Il provvedimento, che era stato programmato dal Governo alcuni mesi fa, ha suscitato il coro di proteste dei produttori, preoccupati per la perdita di posti di lavoro in un settore sempre più schiacciato dalle tasse. In particolare, il presidente di Assobirra, Alberto Frausin, aveva detto alcuni giorni fa che “il blocco dell’aumento, o l’equiparazione delle accise italiane rispetto a quelle di altri Paesi europei come la Germania (4 volte inferiori alle nostre) o la Spagna (3 volte inferiori alle nostre), metterebbe al sicuro circa 2400 posti di lavoro, generandone anche 5mila in più”.

Le accise sulla birra sono aumentate del 30% in poco meno di 2 anni. Secondo uno studio realizzato da REF ricerche, gli aumenti della fiscalità programmati dallo Stato non solo hanno portato a un calo del 26% delle vendite di birra rilevato tra luglio e settembre scorsi, ma non soddisferanno nemmeno la metà delle risorse attese: 68 milioni di Euro invece di 177. Inoltre, l’innalzamento dei costi di produzione porterà un aumento del prezzo medio di circa il +2%, con punte del +7% nella Grande Distribuzione Organizzata.

Per questo l’associazione italiana dei birrai ha promosso la campagna “salvalatuabirra”, una raccolta firme per contrastare l’aumento delle tasse già sottoscritta da oltre 110 persone, tra cui molti testimonial illustri come Marco Materazzi, Renzo Arbore e Cristina Bowerman. “La birra – ha detto il presidente di Assobirra – è l’unica bevanda alcolica da pasto gravata da accisa in Italia e il Governo ha deciso di aumentare ancora la tassazione sul nostro prodotto. Ma quando aumentano le tasse il prezzo della birra sale, si riducono i consumi e, come dimostra lo studio del Ref, lo Stato non ci guadagna nemmeno quello che ha programmato”. Ma l’effetto depressivo resta: “Fino ad oggi – ha aggiunto – con gli aumenti sono stati bruciati 1.200 posti di lavoro in settori strategici come l’industria alimentare, l’agricoltura, la distribuzione, bar e ristoranti”.

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