Testo unico del Vino: più controlli e meno burocrazia

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La Commissione Agricoltura della Camera approva il Codice della vite e del vino. Dimezzate le pratiche burocratiche, il Mipaaf coordinerà le ispezioni. 

di Redazione

Un taglio alla burocrazia che farà guadagnare tempo e denaro agli imprenditori del vino in Italia. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha approvato in Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati il Testo unico del vino che sarà presentato nel dettaglio a Vinitaly, alle ore 11 nell’area Talk Show del padiglione Mipaaf .

“A trent’anni dallo scandalo del metanolo – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – l’Italia punta ad avere una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti. Il testo unico è uno strumento fondamentale della nostra strategia di rafforzamento del vino italiano e del percorso di semplificazione burocratica che stiamo portando avanti. È stato fatto un lavoro importante di sintesi e di innovazione alla Camera dei Deputati. Ora è importante andare avanti nell’iter parlamentare e arrivare presto alla sua approvazione definitiva”.

“Quello che abbiamo affrontato in questi due anni – sottolinea il deputato Luca Sani, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera è un lavoro mastodontico che sfocia in un testo organico che dà ai produttori risposte complete sotto ogni punto di vista, costruite intorno ai due assi portanti della semplificazione amministrativa e della sicurezza alimentare. Principi che informano tutti i nove titoli in cui è articolata la legge e che trovano una declinazione nel Sian (Sistema informativo agricolo internazionale), per semplificare gli adempimenti attraverso l’istituzione di una innovativa rete informatica di gestione, e nello Schedario vitivinicolo istituito presso il Mipaaf, mirato a contenere tutte le informazioni sul potenziale produttivo viticolo”.

Sul fronte della scurezza alimentare, invece, sarà decisiva la competenza assegnata al Mipaaf del coordinamento delle amministrazioni coinvolte nei controlli, che saranno effettuati attraverso due strumenti specifici come “Piano annuale dei controlli” e “Registro unico dei controlli”. L’idea è che la certezza dei criteri e delle modalità ispettive liberi le aziende da vessazioni e ostacoli di natura burocratica. L’obiettivo è infatti facilitare i produttori, facendogli cogliere le opportunità sui mercati esteri, dove c’è la possibilità di conquistare nuove importanti fette di mercato. Negli ultimi quindici anni, infatti, il fatturato vitivinicolo è cresciuto in modo esponenziale passando da 900 milioni a ben oltre i 5 miliardi di euro.

Un plauso anche da Coldiretti. “L’arrivo del testo unico sul vino taglia del 50% il tempo dedicato alla burocrazia che dal vigneto alla bottiglia rende necessario adempiere a più di 70 pratiche che coinvolgono 20 diversi soggetti che richiedono almeno 100 giornate di lavoro per ogni impresa vitivinicola per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore”, ha affermato il presidente, Roberto Moncalvo.

L’Italia ha conquistato nel 2015 il primato mondiale nella produzione di vino con 47,4 milioni di ettolitri e dal punto di vista qualitativo può contare sul primato in Europa per numero di vini con indicazione geografica (73 Docg, 332 Doc e 118 Igt). Nel 2015, inoltre, è stato ottenuto il record delle esportazioni di vino per un valore di 5,4 miliardi di euro, la prima voce dell’export agroalimentare nazionale.

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