Dal ristorante a casa: le “Foody bag” arrivano in Umbria

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Una rete di ristoratori uniti contro lo spreco alimentare. Un progetto studiato e realizzato da alcuni studenti umbri, con il supporto di Felcos Umbria, per l’asporto degli avanzi. 

di Philippa Cole

Andate al ristorante stasera? Nessun timore se nel vostro piatto lasciate degli avanzi: chiedete una Foody bag. In occasione di un incontro dei ristoratori locali a Città di Castello il 18 maggio scorso, è stata presentata un’importante iniziativa contro lo spreco alimentare. Si tratta di creare una Rete di Ristoratori Responsabili che propongano ai loro clienti la cosiddetta “Foody bag”, una semplice busta per l’asporto del cibo non consumato.

Il progetto si inserisce all’interno della campagna di comunicazione “Salva il cibo, ama il mondo” di Felcos Umbria, Fondo di enti locali per la Cooperazione decentrata e lo Sviluppo umano sostenibile, finanziato dell’Unione Europea. La campagna è l’opera del piano di sensibilizzazione “Don’t waste our future!” che Felcos promuove dal 2015 in collaborazione con il Comune di Foligno. In Umbria sono stati coinvolti oltre 800 studenti e 18 rappresentati delle Autorità Locali dei Comuni di Foligno, Perugia, Terni, Orvieto, Città di Castello e Todi che hanno ideato 6 prodotti diversi. La “Foody Bag”, sempre con il supporto dello staff di Felcos Umbria, è la creazione degli studenti di Foligno e quelli di Città di Castello.

DONT’T WASTE OUR FUTURE, LA CARTA UMBRA CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE

La pratica dell’asporto degli avanzi non è certo nuova. In Inghilterra e Stati Uniti, ad esempio, è già una consuetudine. In Italia invece è solitamente collegata ai nostri amici a quattro zampe, ai quali viene riservata la “Doggy bag”. E i consumatori hanno timore e vegogna nel chiederla. E’ per questo che i ragazzi hanno pensato al nome di “Foody Bag”, anticipando quanto espresso dalla recente legge nazionale contro lo spreco (entrata in vigore il 14 settembre 2016) che incentiva l’utilizzo dei contenitori “Family Bag” per l’asporto del cibo avanzato. Gli studenti hanno anche creato un logo e tutti i materiali di promozione (una locandina, una vetrofania, un’informativa da inserire nei menù e un talloncino autoportante).

“Non è sempre facile promuovere un’iniziativa simile nella nostra piccola regione – ha affermato Elisa Stramaccia, Relazioni istituzionali e Comunicazione Felcos Umbria – ma quando il cambiamento parte dai ragazzi è sempre più efficace, e negli ultimi anni le persone sono molto più sensibili a tale argomento. I materiali creati dagli studenti rendono facile ai ristoratori proporre la pratica ai clienti, trattandosi proprio di un Kit del Ristoratore Responsabile. In appena un mese, gli studenti hanno ricevuto il consenso di circa 15 ristoratori che si sono mostrati molto interessati al tema e oggi sono parte della rete”. “E’ stato un percorso molto lungo, durato due anni e mezzo” ha aggiunto. “Per il momento l’iniziativa sta avanzando bene, la difficoltà sarà il futuro, una volta esaurito il finanziamento europeo. Bisogna dare sostenibilità al progetto, ma la direzione è quella giusta”.

La “Foody bag” è un grande passo in avanti, ma lo spreco alimentare non esiste solo nei ristoranti. La metà del nostro spreco nazionale viene ancora dalle case. “Gli studenti – ha concluso Stramaccia – lavorando con Felcos hanno anche fatto una ricerca a livello domestico, osservando le pratiche casalinghe e riflettendo su quali semplici comportamenti possiamo adottare: comprate solo quello che vi serve quando andate fare la spesa, non siate tentati dagli sconti, scegliete i prodotti prossimi alla scadenza, realizzate ricette anti spreco utilizzando gli avanzi”.

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1 Comment

  1. Lucy says

    That’s way the bestset answer so far!

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