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Dieta mediterranea e vegana, due punti di vista a confronto

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Cosa e come mangiare, i consigli di due nutrizionisti che hanno visioni opposte. Diversi menù per chi evita la carne e chi, invece, non rinuncia alla bistecca

di Filippo Benedetti Valentini

Dieta mediterranea, dieta vegana: due modi di mangiare, due stili di vita agli antipodi. La prima comprende un po’ tutti gli ingredienti della tavola italiana ed è patrimonio dell’Unesco. La seconda, a base di soli vegetali, è secondo alcuni l’arma più efficace contro gravi malattie. Una la differenza fondamentale: il cibo di origine animale nella dieta mediterranea è previsto, nella vegana è bandito.

Difficile dire quale sia la più salutare, visto che il dilemma divide la stessa comunità scientifica. Abbiamo interpellato due biologi nutrizionisti, che la pensano in modo diverso e ci hanno consigliato le loro diete modello. Il dottor Paolo Bianchini è per l’alimentazione vegana e la consiglia a tutti i suoi pazienti. Il dottor Alessandro Gubbini, invece, crede che lo stile “mediterraneo” sia sufficiente per mantenersi in forma e in salute. Ma andiamo sul pratico.

Per Bianchini gli alimenti hanno potere terapeutico. In particolare le fibre, che abbassano colesterolo e trigliceridi, e gli alimenti colorati come frutta e verdura, che contengono antiossidanti. Da evitare cibi bianchi come sale, zucchero, farine bianche e quelli di derivazione animale, come latte (dunque formaggi), uova e carne. Secondo il nutrizionista, hanno effetti infiammatori e si associano a tumori, gotta, diabete, patologie cardiovascolari, Parkinson e Alzheimer. Stop ai salumi, ricchi di colesterolo. Per chi ammette alcuni alimenti di origine animale, sì al pesce magro: merluzzo, dentice e sogliola. Buoni i cereali integrali, legumi, semi, frutta fresca o secca e, ovviamente, tante verdure. Almeno 600 grammi al giorno.

Il dottor Gubbini, invece, crede nella dieta senza privazioni. Parola d’ordine: moderazione. Disco verde per la carne, ma non più di quattro volte la settimana. Meglio quella bianca (pollo, tacchino), povera di colesterolo e grassi saturi. Non eccedere con il manzo, che in dosi elevate può comportare rischi di tumore e malattie cardiovascolari, anche se oggi di qualità superiore rispetto al passato. Sostituire una bistecca alla settimana con zuppe di legumi insieme a cereali o pasta è un toccasana. Occhio al pesce. Studi recenti mettono d’accordo i due nutrizionisti: i nostri mari non sono più così incontaminati e il pescato può contenere metalli pesanti. Meglio ridurlo a una porzione la settimana. Frutta e verdura a volontà.

Veniamo ai due menù. Per il dottor Bianchini, colazione con latte vegetale (riso o soia) e biscotti d’avena, che regola il sistema immunitario. Spuntino di metà mattinata con frutta di stagione e 4 noci. A pranzo scegliere tra 80 grammi di cereali in zuppa, pasta integrale con cavolfiore, olive e capperi o risotto con radicchio, funghi e zafferano. Il pomeriggio un centrifugato di frutta e verdura. A cena, vellutata di legumi o tofu con contorno di verdure. Per chi intenda passare dalla dieta “tradizionale” a quella vegana, il dottore raccomanda l’assunzione di fermenti probiotici per aiutare l’intestino.

Il dottor Gubbini, invece, consiglia di iniziare la giornata con una colazione a base di fette biscottate o cereali più una tazza di latte. Bene anche té e orzo, purché in quantità ragionevoli per reintegrare i liquidi persi nella notte. Frutta o yogurt a metà mattinata. A pranzo pasta, riso o farro con pomodoro e contorno di verdura. Frutta o crackers nel pomeriggio. A cena alternare carne, pesce, formaggio e uova.

Ora non resta che scegliere, ma se cercate la dieta che fa al caso vostro, meglio rivolgersi a un medico o a un biologo nutrizionista.

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