“Gestione del rischio” nel nuovo Psr: un paracadute contro maltempo e parassiti /Parte1

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Nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale misure per assicurare raccolto, animali e piante dai capricci del clima, epidemie e fitopatie. Ma solo se il danno è più del 30% della produzione media annua

di Redazione

Quest’anno di cattive notizie, dovute alle bizze del tempo, ne abbiamo scritte, lette e sentite fin troppe. Negli ultimi anni, per gli imprenditori agricoli quella che era ‘emergenza’ sta diventando praticamente routine. Munirsi di strumenti in grado di fare da paracadute di fronte ai disastri ambientali in atto, è oggi una scelta obbligata. E allora, riflettori puntati sulla cosiddetta “Gestione del Rischio”, una delle novità più importanti che troviamo nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020, grazie al quale nei prossimi sette anni, le aziende agricole umbre avranno a disposizione 876 milioni di euro per lo sviluppo rurale, circa 87 milioni in più rispetto al piano precedente. Gestione del rischio, dicevamo. Cosa cambia? Innanzitutto il fatto che le polizze assicurative agevolate di copertura per la grandine, il gelo e altre casistiche, saranno attivate attraverso una misura del Psr e non più con la Domanda Unica e l’articolo 68 (aiuto accoppiato), come accadeva prima.

La gestione del rischio trova nel Psr alcune misure di riferimento: articolo 36, 37, 38 e 39 del Reg. 1305/2013. Un requisito essenziale: accedono alle polizze assicurative agevolate solo gli Agricoltori Attivi. Tre gli interventi decisi dallo Stato italiano:

  1. Assicurazione del raccolto, degli animali e delle piante. Rappresentano le polizze agevolate ex articolo 68, che coprono il rischio di perdite economiche causate dagli scherzi del maltempo, dai focolai di epizoozie o fitopatie, da infezioni parassitarie. Il danno causato deve essere maggiore del 30% della produzione media annua.
  2. Contributi versati ai fondi di mutualizzazione per il pagamento di compensazioni finanziarie agli agricoltori, in caso di perdite economiche causate da avversità. E’ lo Stato a regolare funzionamento e sanzioni.
  3. Strumento di stabilizzazione del reddito, che prevede un versamento di contributi ai fondi di mutualizzazione per il pagamento di compensazioni finanziarie in caso di perdite importanti di reddito per crisi di mercato. E’ questo un aiuto concesso solo se la perdita del reddito (gli introiti della vendita sul mercato) è superiore al 30%. Gli indennizzi versati agli agricoltori compensano la perdita subìta in misura inferiore al 70%.

Sono tutte situazioni che gli agricoltori italiani, e gli umbri in particolare, hanno toccato con mano quest’anno: basta vedere la produzione dell’olio nuovo, prossima allo zero, o la bassa raccolta di miele dovuta proprio a questioni climatiche. Per le coperture assicurative con polizze agevolate si farà riferimento al Piano Colturale, che ogni agricoltore dovrà redigere nel proprio fascicolo aziendale, indicando particella per particella le scelte colturali avviate.

Oltre alla gestione del rischio, nel nuovo Psr sono previsti investimenti in infrastrutture irrigue, (secondo le indicazioni della Direttiva Quadro sulle acque 2000/2060) per garantire interventi di salvaguardia e tutela dei corpi idrici. Ancora, interventi di miglioramento genetico del patrimonio zootecnico e tutela della biodiversità animale. Verranno inoltre create banche dati aperte dove istituti di ricerca, enti, consulenti possano trovare informazioni utili per operare, migliorando il coordinamento delle varie componenti del settore zootecnico, che spesso operano in modo indipendente l’una dall’altra.

Misure previste nel nuovo Psr/Parte 2

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