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Giornata nazionale dell’olio extravergine italiano. Agricoltori in piazza

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Al Mandela Forum di Firenze attesi Renzi e il ministro Martina. Diecimila olivicoltori in strada con i trattori: sotto accusa la concorrenza sleale. E intanto la produzione crolla. 

di Redazione

olio#Salviamo gli ulivi: è questo l’hashtag creato per la Giornata nazionale dell’extravergine italiano che si celebra oggi, dentro e fuori il Mandela Forum di Firenze, in concomitanza ai quasi diecimila agricoltori italiani che con i trattori sono scesi in piazza per una mobilitazione che si preannuncia storica, per salvare l’oro verde Made in Italy dalla contraffazione. L’appuntamento è in Toscana, perché è la regione con l’immagine più sfruttata per spacciare l’olio di oliva straniero come italiano.

Si manifesta con tanto di striscioni: “Avete preso i nostri marchi, non vi daremo le nostre piante”, “Chi acquista ha il diritto di sapere se quello che compra è veramente fatto in Italia”, “Piu’ trasparenza”, “Spremiamo l’olio non i produttori” e “Stop agli inganni, salviamo il Made in Italy”. Sotto accusa la concorrenza sleale, le speculazioni, la mancanza di trasparenza e le truffe e gli inganni che mettono a rischio il futuro del prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea.

E’ già iniziata la spremitura delle olive e a Firenze è tutto pronto per far degustare per la prima volta l’olio nuovo dell’annata 2016/2017 proveniente dalle diverse regioni con le valutazioni di esperti assaggiatori. Ci saranno anche focus sulle truffe dell’olio, con un’apposita area per le dimostrazioni dal vivo delle frodi e degli inganni più frequenti. Ma pronto all’azione c’è anche il tutor dell’extravergine per guidare nell’acquisto e nel consumo, anche al ristorante. Con gli agricoltori, presenti a Firenze, oltre a Moncalvo anche l’intera giunta nazionale che accoglierà il premier Matteo Renzi insieme al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina.

LA PRODUZIONE DI OLIO IN ITALIA E ALL’ESTERO

Intanto, crolla del 38% la produzione di olio di oliva in Italia che scende ad appena 298 milioni di chili, un valore vicino ai minimo storici di sempre, con effetti inevitabili sui prezzi (dati Ismea/Unaprol). Per l’Umbria – precisa Coldiretti – le previsioni indicano un calo del 35%, con la produzione che dovrebbe passare da 5.781 tonnellate del 2015 a 3.758 tonnellate del 2016.Un andamento che – sottolinea Coldiretti – si riflette sulla produzione a livello mondiale dove si prevede una storica carestia dei raccolti per effetto del crollo della produzione anche in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) ed in Tunisia dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%), mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l’anno scorso. In controtendenza la Turchia, che aumenta la produzione del 33% per un totale di 190 milioni di chili. 

Il risultato è una previsione di produzione mondiale a 2,785 miliardi di chili, in calo del 9%, con conseguenti tensioni sui prezzi che si prevedono in forte rialzo per effetto della corsa all’acquisto dell’olio nuovo. I cambiamenti – spiega Coldiretti – si faranno sentire sul carrello della spesa soprattutto in Italia, dove i consumi di olio di oliva a persona sono attorno ai 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.  

Le previsioni Ismea/Unaprol che classificano l’Italia come secondo produttore mondiale nel 2016/17, indicano che la Puglia si conferma essere la principale regione di produzione, nonostante il calo, mentre al secondo posto si trova la Calabria con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale e sul gradino più basso del podio si trova la Sicilia dove il taglio dovrebbe essere più marcato a causa delle condizioni meteorologiche primaverili che hanno causato perdite in fioritura. Complessivamente – precisa Coldiretti – nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39%, al nord di appena il 10% mentre al centro del 29%, con la Toscana in linea con questa riduzione. I prezzi alla borsa merci di Bari, che è la più rappresentativa a livello nazionale, sono in significativo aumento – precisa Coldiretti – con un balzo nell’ultima settimana del +14% per l’extravergine rispetto all’inizio dell’anno.

“Con l’approvazione dei Piano olivicolo nazionale si è aperto un percorso di crescita del vero Made in Italy, sul quale fare leva per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Italia puo’ contare su oltre 250 milioni di piante di ulivo, su oltre un milione di ettari di terreno coltivato con il maggior numero di oli extravergine a denominazione (44) in Europa, e sul più vasto patrimonio di varietà d’ulivo del mondo (395) che garantiscono un fatturato al consumo stimato in 3,2 miliardi di euro nel 2015”.

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