L'informazione agroalimentare in Umbria

Imprenditori agricoli e operatori sociali a braccetto: il matrimonio diventa legge

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Approvato in Parlamento il testo definitivo sull’agricoltura sociale. L’Umbria aveva anticipato i tempi un anno fa. Giulio Massini (Forum agricoltura sociale Umbria) spiega perché fa così bene al territorio

di Emanuela De Pinto

Il mondo agricolo e sociale l’aspettavano da molti mesi. Nei giorni scorsi, in pieno clima estivo, finalmente è stata approvata le legge sull’agricoltura sociale. Quali novità? Innanzitutto, c’è una chiara definizione del termine.

In questo ambito rientrano le attività che prevedono l’inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità, svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale, prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali, attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura, prestazioni e servizi terapeutici, anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante. Rientrano poi nell’agricoltura sociale tutte quelle iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche.

E’ chiaro che una spinta forte in questa direzione possono darla le Regioni che, nell’ambito dei Piani di sviluppo rurale, possano ora promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole. Le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agroalimentari da operatori di agricoltura sociale, e i Comuni possono prevedere misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche. Con la nuova legge sull’agricoltura sociale, gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell’agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Altra novità è l’istituzione dell’Osservatorio sull’agricoltura sociale, nominato con decreto del Mipaaf. Il nuovo organo è chiamato a definire le linee guida in materia di agricoltura sociale e assumere funzioni di monitoraggio. La nuova legge è stata accolta con favore dalle associazioni del mondo agricolo.

L’Umbria, esattamente un anno fa, si è dotata di un provvedimento regionale in merito, anticipando la legge quadro nazionale. Giulio Massini, portavoce del Forum Agricoltura Sociale Umbria, commenta così: “E’ una legge certamente positiva, anche se rimangono alcuni punti da chiarire. Ad esempio, i parametri secondo cui una cooperativa sociale potrà essere considerata realmente fattoria sociale. Nel primo passaggio della legge, si era stabilito il requisito del 30% del fatturato proveniente da attività agricola. Ma questo si dettaglierà nei decreti attuativi. In Umbria c’è un grande slancio nel settore, oggi le imprese agricole sono multifunzionali, differenziando le attività e integrandosi con le richieste del territorio. Questo comporta una politica comune regionale, in fatto di programmazione agricola e piani dei distretti socio sanitari. Si pensa a progetti di lungo periodo tra le cooperative sociali e le imprese agricole. Entrambe hanno un interesse: l’imprenditore agricolo in alcuni casi ha una vera vocazione, in altri è alla ricerca di manodopera in cambio di esperienza agricola e così mette a disposizione la propria azienda per fare formazione, magari impiegando minori in difficoltà. Dall’altro lato, le cooperative sociali vedono nell’agricoltura un mezzo riabilitativo, terapeutico e di inserimento socio lavorativo e quindi ricercano un’intesa sfruttando la professionalità dell’impresa agricola”.

Ma non tutte le aziende agricole potranno attivare progetti sociali. “Anche se la legge non fa distinzioni tra convenzionale e biologico, – spiega ancora Massini – è importante il modello produttivo: che sia sostenibile. E’ facile immaginare che se si tratta di bambini (agriasilo) o di disabili che andranno ad ‘operare’ in azienda non dovranno entrare in contatto con agenti inquinanti e residui pesticidi. Così come è preferibile il lavoro manuale, con pochissimi mezzi meccanici. Solo così rimane intatta la funzione sociale del progetto”.

Il Forum Agricoltura sociale Umbria, nato il 18 giugno 2014, è un luogo di incontro tra imprese agricole e cooperative sociali. I membri aderenti sono oggi circa 35, ma si prevedono nuove iscrizioni anche in vista dei progetti aziendali che potranno essere finanziati dal Piano di sviluppo rurale 2015-2020, dove l’agricoltura sociale giocherà un ruolo centrale.

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