L'informazione agroalimentare in Umbria

La birra si beve la crisi. Record di produzione in Italia: 30 milioni di litri l’anno

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Oggi si contano circa 600 microbirrifici in tutta la nazione, erano una trentina nel 2005. Ma il consumo pro-capite resta tra i più bassi d’Europa

di Redazione

Crisi? Beviamoci sopra una buona birra artigianale nostrana. In italia, nel 2005 si contavano appena una trentina di microbirrifici, oggi ce ne sono circa 600, per una produzione annuale da record: 30 milioni di litri. Dati emersi dall’incontro del Corpo Forestale dal titolo “MicroMaxi, i mille volti della birra”, presentato a Roma nei giorni scorsi e analizzato da Coldiretti. Un toccasana per l’occupazione in Italia, soprattutto per i giovani under 35 che nel settore hanno portato una forte innovazione partendo dal legame diretto con il territorio e, quindi, con le aziende agricole. Piccole realtà aziendali che si sono distinte anche per la produzione di specialità altamente distintive o forme distributive innovative, quali i brewpub o i mercati degli agricoltori di Campagna Amica.

birra“Non è un caso che, per la prima volta, nel 2014 le birre sono entrate nell’elenco dei prodotti tradizionali censiti dalle Regioni dove si trovano – precisa la Coldiretti – specialità come la birra di Savignone (Liguria), la birra della Valganna (Lombardia) e la birra di Fiemme (Trentino), tre preparazioni che vantano le loro caratteristiche artigianali che si fondano, rispettivamente, sulla leggerezza e il contenuto di vitamine, sulla qualità dell’acqua e sulla storia e sui pregi del lupino e dei luppoli selvatici lavorati usando tecniche e metodi di una volta, riscoperti dopo lunghe ricerche”.

birra bereUn’offerta variegata in grado di soddisfare gli oltre 30 milioni di appassionati consumatori di birra presenti in Italia, dove tuttavia il consumo pro-capite è di 29 litri, molto poco rispetto a Paesi come la Repubblica Ceca, con 144 litri pro-capite, l’Austria 107,8, la Germania 105, l’Irlanda 85,6, il Lussemburgo 85 o la Spagna 82. La produzione artigianale traina anche l’export italiano: le spedizioni di birra italiana all’estero sono aumentate del 13% nel 2014 rispetto all’anno precedente (elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi ai primi dieci mesi). “Oltre la metà della birra italiana esportata all’estero è diretta nel Regno Unito dove nei pub – precisa la Coldiretti – si diffonde la presenza delle produzioni artigianali nostrane”. A sostenere la produzione italiana di birra ci sono le coltivazioni nazionali di orzo con una produzione di circa 860.000 tonnellate di orzo nel 2014, su una superficie complessiva investita di circa 226.000 ettari. Per quanto concerne la produzione di birra,  la filiera cerealicola unitamente al Ministero delle Politiche Agricole ipotizzano un impegno annuo di granella di orzo pari a circa 90.000 tonnellate.

“In questa situazione di grande dinamicità, a supporto della trasparenza dell’informazione dei consumatori, è però necessario – conclude la Coldiretti – qualificare le produzioni nazionali con l’indicazione obbligatoria in etichetta dell’origine, per evitare che vengano spacciati come Made in Italy produzioni straniere”.

In Umbria esistono al momento 22 microbirrifici, molti dei quali hanno fortemente legato il loro prodotto alle produzioni locali (farro e lenticchia ad esempio), con volumi d’affari crescenti. Un’attenzione particolare al settore nella regione, dovuta anche al lavoro del Cerb, il Centro di eccellenza per la ricerca sulla birra, diretto dal prof. Paolo Fantozzi, che organizza attività di formazione attinente alle varie tematiche della produzione, della degustazione, del confezionamento e della sicurezza della birra.

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