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Liquami suinicoli per fertilizzare i terreni coltivati senza danni all’ambiente: sperimentazione a Marsciano

Liquami suinicoli per fertilizzare i terreni coltivati senza danni all’ambiente: sperimentazione a Marsciano

Seconda fase dello studio promosso dalla Regione Umbria sulle nuove tecniche di fertirrigazione in agricoltura. Nei giorni scorsi prove su coltivazioni di mais e girasole

di Redazione

Il terremoto giudiziario che nel 2009 – operazione “Laguna delle scrofe” – ha travolto alcuni allevatori suinicoli dell’Umbria accusati di spargere i liquami sui terreni, provocando quello che i Noe citarono nelle carte come un vero disastro ambientale, ha avuto i suoi effetti  anche fuori dalle aule del tribunale. Negli ultimi anni si è cercata una soluzione in merito al problema dei reflui dei suini nel territorio regionale e adesso sono al vaglio tecniche innovative di fertirrigazione in agricoltura, partendo dal presupposto che i liquami possono contribuire a salvaguardare la sostenibilità economica e ambientale degli allevamenti e delle produzioni agricole.

 La Regione Umbria, a settembre scorso, ha dato inizio alla sperimentazione di innovative tecniche organizzative e operative per fertilizzare con i liquami suinicoli i terreni del fondovalle e delle zone collinari umbre, assicurando al contempo la sostenibilità ambientale grazie al contenimento di rilasci di sostanze inquinanti nelle acque e alla riduzione delle emissioni di gas e odori molesti. La sperimentazione è stata effettuata con la collaborazione del Centro Ricerche Produzioni Animali (Crpa) di Reggio Emilia in alcune aziende agricole del territorio di Marsciano, caratterizzato da una significativa presenza di allevamenti suinicoli.

 Nei giorni scorsi si è conclusa la seconda fase della sperimentazione, gestita dal Servizio Sistemi naturalistici e zootecnia della Regione Umbria e iniziata in autunno con una prova dimostrativa condotta sui terreni di due aziende, liberi da colture, dove con una macchina semovente cingolata, a basso calpestamento per salvaguardare la struttura del terreno, era stato distribuito il liquame ed era stato immediatamente interrato, così da evitare lo scorrimento in superficie nei terreni in pendenza e l’emissione nella zona di gas che alterano il clima e maleodoranti.

Stavolta le prove hanno interessato i terreni di quattro aziende coltivati a mais e a girasole, in piena attività vegetativa, con lo spandimento di liquami nelle interfile della coltura grazie all’Ibis HiCropGator, una macchina semovente con serbatoio liquami incorporato (7 metri cubi di capacità) e proboscide idraulica di carico, con pneumatici stretti e ad ampio diametro, che garantiscono una luce libera da terra fino a un metro e mezzo e dotata inoltre di calate per la distribuzione dei reflui che permettono di intervenire su colture alte fino a un metro e novanta centimetri.

L’applicazione dei liquami negli appezzamenti sperimentali coltivati, in un periodo di maggior richiesta di sostanze nutritive, effettuata con queste modalità, innalza il livello di efficienza di utilizzo dell’azoto da parte della pianta, diminuisce la percolazione di nitrati nelle falde acquifere, permette il risparmio di concimi chimici e riduce la formazione di odori.

 Alle prove, cominciate nei giorni scorsi anche con la dimostrazione di un intervento di fertirrigazione con un’attrezzatura ad ala piovana quale valida alternativa di tecnica di distribuzione dei reflui a basso impatto ambientale, hanno preso parte allevatori, agricoltori, tecnici agricoli, tecnici e funzionari della Regione Umbria, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e dell’Asl. I risultati della sperimentazione verranno analizzati per verificare la possibilità di ricavarne un modello da applicare in tutti i territori dell’Umbria in cui si registra una significativa presenza di allevamenti suinicoli.

L’obiettivo finale, infatti, in coerenza con le linee di azione del Piano zootecnico regionale, è quello di realizzare un ciclo virtuoso in cui l’allevatore è facilitato nel trovare terreni per lo spandimento dei reflui zootecnici nel caso non siano nella sua disponibilità, il proprietario dei terreni trae beneficio dall’utilizzo dei liquami che ne migliorano la fertilità senza il ricorso a concimi di sintesi, con le nuove tecniche e macchine di ultima generazione che limitano l’impatto ambientale. E’ inoltre assicurata una maggiore tracciabilità degli spandimenti dei reflui.

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